Ancora lui. Ancora William Boffelli. Sulle montagne dove lo skyrunning sfiora il cielo, il bergamasco ha scritto un'altra pagina di storia conquistando per la settima volta la Monte Rosa SkyMarathon, la gara simbolo dell'alta quota europea. In coppia con Delorenzi, già vincitori con Boffelli lo scorso anno, hanno dominato un'edizione segnata soprattutto dalle difficili condizioni meteorologiche che hanno accompagnato gli atleti fin dalle prime ore del mattino.
La giornata si era aperta con il posticipo di 15 minuti della partenza della gara regina. Ad Alagna il sole e le temperature elevate facevano quasi dimenticare la severità dell'ambiente d'alta quota, ma salendo verso il Monte Rosa il quadro cambiava radicalmente: vento forte, freddo intenso e temperature prossime o addirittura inferiori allo zero hanno costretto l'organizzazione a modificare lo svolgimento della competizione.
La Monte Rosa SkyMarathon, tradizionalmente lunga 35 chilometri con 7.000 metri complessivi di dislivello tra salita e discesa fino a Capanna Margherita, è stata infatti fermata al Colle del Lys a causa delle raffiche che raggiungevano i 70 chilometri orari. Una decisione inevitabile per garantire la sicurezza degli atleti. Proprio per questo motivo non si può parlare di record, essendo il percorso stato accorciato rispetto al tracciato originale.
In queste condizioni estreme Boffelli e Delorenzi hanno comunque fatto la differenza, imponendosi ancora una volta nella classifica maschile. Nella prova femminile successo per la coppia formata da Gerardi e Hillary, protagoniste di una gara resa ancora più impegnativa dal gelo incontrato in quota.
Il vento ha avuto ripercussioni anche sulla logistica dell'evento, condizionando i trasporti in elicottero e obbligando la direzione gara a modificare alcuni parametri organizzativi. È stato inoltre allungato il tempo del cancello orario per consentire agli atleti di affrontare il percorso in sicurezza. Il bilancio finale della SkyMarathon parla di 148 coppie classificate, sette fermate al cancello e otto ritiri, numeri che testimoniano la durezza di una giornata tutt'altro che semplice.
Grande spettacolo anche nelle altre tre gare in programma.
Nella Monte Rosa SkySummit, la prova di sola salita che conduce verso le alte quote del massiccio per 17,5 chilometri, vittoria della coppia Ugazio-Camesi. Tra le donne primo posto per Compagnoni-Ghirardi.
Esordio assoluto invece per la Monte Rosa SkyRace, la gara individuale che ha riportato in calendario una sfida storica: 25 chilometri e 5.000 metri di dislivello complessivo fino al Rifugio Gnifetti e ritorno. A imporsi è stato Daniel Antognoli, autore di una prestazione di alto livello. Da sottolineare l'arrivo ravvicinato dei primi tre concorrenti, racchiusi in pochi minuti, mentre il quarto ha accusato un distacco vicino all'ora. In campo femminile successo per Carys Hughes, sempre al comando davanti alla valsesiana Sabrina Bendotti. Sul podio anche un'altra atleta di casa, Alessia Minazzi del GSA Valsesia.
Nell'AMA VK2, il durissimo doppio Vertical Kilometer con arrivo a Punta Indren dopo 9 chilometri e 2.086 metri di dislivello positivo, vittoria di Marco Magistro. Alle sue spalle il biellese Gabriele Gazzetto. Tra le donne successo della francese Sabine Ehrström.
Una giornata fortunatamente dominata dal sole, ma resa epica dal contrasto tra il caldo della partenza e l'inverno incontrato oltre i quattromila metri. Un'edizione che verrà ricordata non per i record cronometrici, impossibili da inseguire su un percorso ridotto, ma per la capacità degli atleti e dell'organizzazione di affrontare condizioni al limite nel nome dello skyrunning più autentico.






