CRONACA - 19 giugno 2026, 09:24

Varallo, busta con proiettile al sindaco Bondetti: indagini sulle minacce legate al Progetto Baita

Varallo, busta con proiettile al sindaco Bondetti: indagini sulle minacce legate al Progetto Baita

Varallo, busta con proiettile al sindaco Bondetti: indagini sulle minacce legate al Progetto Baita

Nel messaggio anonimo riferimenti all’arrivo di famiglie israeliane in Valsesia

Una busta indirizzata al sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, contenente un messaggio intimidatorio e un proiettile, è arrivata ieri, giovedì 18 giugno, in municipio. Un episodio grave, immediatamente segnalato ai Carabinieri, su cui ora sono in corso accertamenti per risalire all’autore e valutare la reale portata della minaccia.

Il testo, scritto a mano, prende di mira il Progetto Baita, iniziativa coordinata da Ugo Luzzati, e fa riferimento all’arrivo di famiglie israeliane in Valsesia. Nella lettera vengono citati lo stesso Luzzati, il sindaco Bondetti e, più in generale, i sindaci valsesiani che sostengono il progetto.

Il bersaglio è il Progetto Baita

Il messaggio conteneva toni violenti e dichiarazioni esplicitamente ostili verso Israele e verso l’insediamento di cittadini israeliani nei paesi della valle. L’anonimo autore accusa il progetto di favorire l’arrivo di quelle che definisce “colonie israeliane” in territori altrui e arriva a evocare l’uso delle armi per fermarne l’espansione.

Tra i passaggi più preoccupanti, la lettera annuncia la volontà di impedire il trasferimento di altre famiglie e si chiude con un avvertimento diretto, presentato come ultimo messaggio prima di eventuali azioni violente. In calce compare la firma di un presunto movimento antisionista.

Un progetto nato per il ripopolamento

Il Progetto Baita era nato con l’obiettivo di favorire l’arrivo e l’inserimento di famiglie straniere nei piccoli centri della Valsesia, contribuendo al ripopolamento dei borghi e al mantenimento di servizi essenziali come la scuola.

Negli ultimi mesi l’iniziativa ha attirato attenzione crescente, soprattutto per l’interesse manifestato da diverse famiglie israeliane. Alcune di loro avrebbero già acquistato casa in valle e alcuni bambini sarebbero stati inseriti nelle scuole del territorio.

Il tema aveva avuto eco anche fuori dalla Valsesia, con ricostruzioni giornalistiche e numeri poi ridimensionati rispetto alle prime ipotesi circolate. Tra gli aspetti discussi era emersa anche la possibilità di un inserimento di professionisti israeliani, compresi medici, nel sistema locale.

Indagini in corso

Dopo il ritrovamento della busta, il sindaco Bondetti ha informato le forze dell’ordine. L’indagine dovrà ora chiarire se la minaccia sia riconducibile a un gesto isolato, magari opera di un mitomane, oppure se esista un contesto più strutturato dietro il messaggio.

La presenza del proiettile e il contenuto della lettera rendono comunque l’episodio particolarmente serio, soprattutto perché colpisce un amministratore pubblico e un progetto che coinvolge diversi Comuni e comunità locali.

Un episodio da non sottovalutare

Al di là degli sviluppi investigativi, quanto accaduto a Varallo pone una questione più ampia sul clima che può generarsi attorno a temi delicati come migrazioni, ripopolamento dei territori montani, convivenza e tensioni internazionali.

Il confronto pubblico può essere acceso e anche critico, ma non può mai trasformarsi in intimidazione. Saranno gli inquirenti a stabilire responsabilità e contorni dell’accaduto. Resta, intanto, la gravità di un gesto che ha portato minacce e simboli di violenza dentro la sede di un Comune.

Redazione J.B.

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