ATTUALITÀ - 20 giugno 2026, 16:32

CER Solidale, da Lozzolo una spinta alle Comunità Energetiche Rinnovabili

CER Solidale, da Lozzolo una spinta alle Comunità Energetiche Rinnovabili

CER Solidale, da Lozzolo una spinta alle Comunità Energetiche Rinnovabili

EnergieSolidali lancia la campagna di adesione: 29 CER già costituite e oltre 17 milioni di kWh di energia pulita

Produrre e condividere energia pulita, generando benefici economici, ambientali e sociali per cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici. È questo il cuore del modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili promosso da EnergieSolidali.it, realtà nata e radicata nel territorio canavesano, con unità operative locali a Favria, Burolo e Cuceglio.

Il tema è stato al centro anche dell’evento “CER Solidale”, ospitato il 19 giugno dal Comune di Lozzolo, dove cittadini, imprese, amministratori e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sul futuro dell’energia condivisa e della transizione green dei territori.

L’appuntamento ha confermato l’interesse crescente verso uno strumento che non riguarda soltanto la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche la costruzione di nuove forme di partecipazione, solidarietà e sviluppo locale.

Il modello delle CER Solidali

A oggi EnergieSolidali.it ha costituito 29 Comunità Energetiche Rinnovabili in sei province, aprendo la possibilità di adesione a enti pubblici, associazioni, cittadini privati e aziende interessati a entrare in un sistema basato su energia pulita, trasparenza e condivisione dei benefici.

Le 29 CER porteranno alla produzione e condivisione di 17.225.000 kWh di energia pulita, in parte già attivata da novembre 2024 e con completamento programmato entro il terzo quadrimestre 2025. L’impatto ambientale stimato è pari a 14.124 tonnellate di CO2 compensata.

Numeri che collocano le Comunità Energetiche non solo dentro il tema del risparmio, ma anche in quello più ampio della transizione ecologica e della responsabilità condivisa.

Lozzolo al centro del confronto

L’incontro di Lozzolo ha messo in evidenza la collaborazione tra Comune di Lozzolo, ANPCI, Energie Solidali, Università di Roma Tor Vergata e Janus Tech. Una rete di soggetti che lavora per promuovere un modello capace di partire dai territori e, allo stesso tempo, guardare a una prospettiva nazionale.

La tavola rotonda serale ha visto la partecipazione del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del sindaco di Lozzolo Roberto Sella, della presidente ANPCI Franca Biglio, della professoressa Sandra Corasaniti dell’Università di Roma Tor Vergata, di Sergio Levrino, direttore generale di Energie Solidali, e di Gennaro Ardolino, CEO di Janus Tech.

Al centro del confronto, le potenzialità delle CER come strumento di innovazione, sviluppo territoriale e contrasto alla povertà energetica.

Pichetto Fratin: una svolta per il sistema energetico

Nel suo intervento, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha definito le Comunità Energetiche Rinnovabili e i gruppi di autoconsumo diffuso una grande novità per il Paese e una svolta strutturale per il sistema energetico nazionale.

Secondo il ministro, il percorso avviato a Lozzolo dimostra il valore dei progetti costruiti dal basso, capaci di coinvolgere cittadini, Comuni e realtà del territorio. Le CER, oltre a contribuire alla decarbonizzazione, possono generare risparmi in bolletta, incentivi e ricadute positive per famiglie e imprese.

Pichetto Fratin ha sottolineato anche il ruolo sociale delle Comunità Energetiche, che possono aiutare le famiglie più fragili, rafforzare il senso di appartenenza e diventare uno strumento utile anche contro lo spopolamento delle aree interne.

Sella: benefici per cittadini, negozi e produttori

Per il sindaco di Lozzolo Roberto Sella, la CER nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale e dei cittadini di cogliere un’opportunità concreta per il territorio.

Il modello consente di rendere disponibili benefici economici, ambientali e sociali derivanti dalla condivisione dell’energia. Possono trarne vantaggio i piccoli negozi, chi consuma energia e chi decide di installare un impianto di produzione da fonti rinnovabili.

Sella ha evidenziato anche l’assenza di vincoli per far parte della CER Solidale e la possibilità di rafforzare la comunità attraverso progetti condivisi.

Una proposta per i piccoli Comuni

La presidente ANPCI Franca Biglio ha richiamato il valore delle CER per i piccoli Comuni, dove la condivisione dell’energia può diventare occasione per rinsaldare lo spirito comunitario e produrre risorse economiche da destinare a iniziative ambientali e sociali.

Il modello CER Solidale, sviluppato insieme a Energie Solidali, viene presentato come una soluzione accessibile, senza costi, immediatamente implementabile e pensata per semplificare la vita dei Comuni e dei cittadini.

Come aderire alla Comunità Energetica

La proposta di EnergieSolidali.it si rivolge a più figure. È possibile aderire come soci consumatori, come produttori oppure come prosumer, cioè soggetti che producono e consumano energia.

Per entrare nella CER non sono richiesti investimenti iniziali come semplici soci. Chi invece desidera aderire con un impianto di produzione può accedere a incentivi per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a servizio della Comunità Energetica.

L’idea di fondo è permettere ai partecipanti di condividere energia rinnovabile e di beneficiare dei vantaggi prodotti dal sistema, non come clienti passivi, ma come soci coinvolti nel funzionamento della comunità.

Trasparenza, solidarietà e indipendenza

Uno degli aspetti centrali del modello riguarda la trasparenza. EnergieSolidali.it presenta la CER come una comunità in cui ogni socio ha un ruolo attivo e può conoscere gli atti fin dal momento dell’adesione, senza subire il controllo di soggetti esterni con interessi diversi da quelli della comunità stessa.

Il principio solidale è un altro elemento chiave. I benefici ottenuti vengono condivisi tra i soci e in parte destinati a progetti ecologici e sociali decisi dalla stessa comunità. In questo modo la produzione di energia rinnovabile diventa anche uno strumento per sostenere iniziative utili al territorio.

EnergieSolidali.it opera come soggetto gestore tecnico e amministrativo delle CER e sottolinea la propria indipendenza rispetto alle grandi aziende del settore energetico. L’azienda non impone fornitori e non si pone come proprietaria degli impianti, ma supporta i soci nella gestione e nella ricerca autonoma di fondi.

Tecnologia e partecipazione

A Lozzolo è stato valorizzato anche il ruolo della tecnologia. Janus Tech, partner tecnologico del progetto, ha presentato HOPEE, soluzione pensata per rendere le Comunità Energetiche più accessibili, semplici e inclusive.

Per il CEO Gennaro Ardolino, la transizione energetica non è soltanto una sfida tecnologica, ma anche sociale e culturale. Le CER Solidali mostrano come innovazione e solidarietà possano procedere insieme, trasformando l’energia da semplice risorsa da consumare a opportunità da condividere.

Anche Svitlana Semeniuk, CEO di EnergieSolidali.it, ha richiamato il valore partecipativo del progetto, definendo la CER Solidale come un ecosistema vivo, alimentato dal contributo di tutte le sue componenti. Persone, ambiente ed economia vengono così messi in relazione dentro uno stesso percorso di valore.

Copertura in oltre 280 Comuni

Il servizio di condivisione dell’energia è disponibile in oltre 280 Comuni delle province di Aosta, Biella, Cuneo, Novara, Torino e Vercelli, su circa 4mila chilometri quadrati di territorio.

L’area coperta comprende una popolazione complessiva di oltre 650mila abitanti, organizzata in più CER omogenee per modalità di servizio e regolamenti, tutte improntate al principio della solidarietà.

Energia che fa bene al territorio

L’evento di Lozzolo ha confermato come le Comunità Energetiche Rinnovabili siano sempre più percepite come uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica partendo dai territori.

La sfida non è solo produrre energia pulita, ma costruire comunità più consapevoli, autonome e solidali. Una prospettiva che, nel modello presentato a Lozzolo, punta a unire sostenibilità ambientale, benefici economici e attenzione sociale.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.energiesolidali.it.

Redazione J.B.

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