L’appuntamento resta una vetrina per allevatori e agricoltori, ma anche un’occasione per far conoscere il paese
La fiera di Rimella resta uno degli appuntamenti più significativi per raccontare l’identità del paese e il suo legame con la montagna. Non solo un evento di richiamo per visitatori e turisti, ma prima di tutto una manifestazione nata per dare spazio agli agricoltori e agli allevatori del territorio.
È proprio da qui che il Comune intende ripartire: custodire il significato originario della fiera e, allo stesso tempo, farne uno strumento di promozione per un turismo lento, rispettoso e coerente con la natura del paese.
Una fiera nata per il mondo rurale
Il sindaco Riccardo Peco sottolinea come la fiera sia già un appuntamento ben frequentato e capace di camminare sulle proprie gambe. Per farla crescere, il punto centrale resta il coinvolgimento della Pro Loco, delle associazioni locali e soprattutto di chi lavora ogni giorno sul territorio.
La fiera, infatti, nasce come vetrina per il mondo agricolo e zootecnico. Non è pensata soltanto per attirare turisti, ma per valorizzare chi mantiene viva la montagna attraverso l’allevamento, la cura degli alpeggi e la presenza quotidiana nelle frazioni.
In questo senso, l’evento diventa anche un modo per ricordare che il paesaggio montano non è solo bellezza da osservare, ma frutto di lavoro, presidio e continuità.
Turismo lento senza snaturare il paese
Rimella guarda al turismo, ma lo fa con attenzione alla propria identità. Il paese, di forte tradizione walser, punta su un modello capace di valorizzare le frazioni, i percorsi, gli edifici storici e l’atmosfera tranquilla della montagna.
L’obiettivo non è trasformare Rimella in una destinazione di massa, ma costruire occasioni per farla conoscere a chi cerca luoghi autentici, tempi più lenti e un rapporto diretto con il territorio.
La fiera può inserirsi proprio in questa prospettiva: un momento in cui il paese si apre, raccontando se stesso attraverso prodotti, animali, tradizioni, incontri e vita di comunità.
Recupero degli spazi e nuove opportunità
Nel percorso di valorizzazione turistica rientrano anche alcuni progetti già avviati. Tra questi c’è la realizzazione di un centro di coworking, pensato per intercettare anche chi può lavorare a distanza e scegliere di fermarsi più a lungo in montagna.
Accanto al coworking è previsto un playground per bambini, ricavato attraverso il recupero della casa del sacrista, edificio storico rimasto per anni in condizioni di abbandono.
Sono inoltre in programma interventi legati al recupero di una casa walser per finalità turistiche, a un centro ricettivo con camere e a uno spazio destinato alla ristorazione. Tutti tasselli che possono rafforzare l’accoglienza senza rompere l’equilibrio del paese.
Allevatori, stalla comunale e cura del paesaggio
Il legame tra fiera, turismo e mondo rurale passa anche dal sostegno concreto alle attività agricole. Il Comune sta lavorando a una stalla comunale nella parte bassa della frazione Sella, in una zona lontana dal centro abitato e comoda per chi svolge attività legate all’alpeggio.
L’obiettivo è aiutare a mantenere sul territorio attività e famiglie, rafforzando il rapporto tra allevamento, cura del paesaggio e vita quotidiana del paese.
Anche le piste pastorali rientrano in questa visione. Il completamento del collegamento verso Pianello permetterà di raggiungere anche l’alto Pianello con una pista dedicata, facilitando il lavoro agricolo e il presidio delle aree più alte.
Un paese da vivere, non solo da visitare
La sfida di Rimella è tenere insieme accoglienza e permanenza, turismo e comunità, tradizione e nuovi servizi. La fiera rappresenta uno dei momenti più visibili di questo equilibrio: richiama persone, ma continua a parlare prima di tutto del paese e di chi lo abita.
Nel nuovo mandato, l’attenzione al turismo sarà affiancata anche da una delega specifica alla gioventù e al turismo, affidata a una giovane consigliera residente in paese e diventata mamma da poco. Un segnale che guarda al futuro e alla necessità di portare nuove energie in una comunità alpina che vuole restare viva.
Tra cultura walser, allevamento, recupero degli edifici storici e turismo lento, Rimella prova così a costruire un’immagine chiara: non un luogo da consumare in fretta, ma un paese da conoscere, rispettare e vivere.





