Rapina aggravata in concorso e lesioni personali: sono i reati contestati a tre giovani - due ventenni e uno di 19 anni - due dei quali residenti a Torino e provincia e uno senza fissa dimora. Il provvedimento di avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica rappresenta l'atto conclusivo di una meticolosa e complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Crescentino avviata a seguito di un violento episodio verificatosi nella cittadina lo scorso 21 gennaio.
Secondo quanto ricostruito dai militari, la vittima era stata attirata in una vera e propria trappola. I tre giovani si erano presentati nella sua abitazione con il pretesto di proporre alcuni lavori di ristrutturazione edilizia. Una volta riusciti a introdursi nel cortile, i malviventi avevano aggredito l'uomo colpendolo in modo violento all'occhio sinistro e strappandogli dal collo una catenina d'oro, per poi darsi immediatamente alla fuga. La vittima aveva riportato un trauma facciale giudicato guaribile in 7 giorni.
L'efficace attività investigativa si è sviluppata attraverso un accurato incrocio di elementi tradizionali e moderni riscontri tecnologici. I militari dell'Arma hanno infatti analizzato minuziosamente i filmati di numerosi sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e condotto mirati accertamenti tecnici sugli spostamenti dei sospettati. Questo paziente lavoro d'indagine ha permesso di ricostruire l'itinerario e la via di fuga dei malviventi – da Crescentino fino alla periferia di Torino – consentendo di giungere ad una chiara e univoca identificazione. Dagli accertamenti è emerso inoltre che i tre indagati, subito dopo il colpo, si erano recati in un centro commerciale dell'hinterland torinese per fare acquisti, come se nulla fosse accaduto. Ciò che emerge a margine dell’attività investigativa svolta è la contiguità dei tre indagati alla microcriminalità nell'area torinese, con particolare riferimento alle sottoculture urbane note come “maranza”. Nei contesti periferici e d'aggregazione, tale fenomeno si manifesta spesso attraverso condotte antisociali, reati predatori e l'esibizione di una marcata ostilità verso le forze dell'ordine, dinamiche alimentate anche dalla ricerca di visibilità sulle piattaforme social.





