Si è concluso con grande partecipazione il percorso di RES(T)ART, la residenza d’artista che ha trasformato Fobello in un laboratorio diffuso, dove l’arte contemporanea ha incontrato la memoria del paese, l’infanzia, la natura e la comunità.
Non si è trattato semplicemente di ospitare artisti, ma di attivare un processo capace di lasciare tracce concrete nel territorio. Tre artisti, tre linguaggi e tre visioni differenti hanno lavorato ascoltando l’anima del paese, restituendo opere che parlano di Fobello e, allo stesso tempo, continueranno a dialogare con chi lo vive e lo attraversa.
RES(T)ART, arte contemporanea nel cuore della comunità
Il progetto ha mostrato come l’arte possa diventare uno strumento di relazione. Le opere nate durante la residenza non sono pensate come presenze isolate, ma come segni condivisi, frutto dell’incontro tra creatività, luoghi e persone.
Il risultato è un percorso che unisce artigianato, immaginazione infantile e paesaggio naturale, trasformando spazi pubblici e sentieri in luoghi di racconto.
Paola Anzichè e il filo che unisce
La prima opera presentata è quella dell’artista Paola Anzichè, nata da un lavoro di ricerca antropologica e artigianale sul linguaggio del tessile.
Prima ancora di essere un manufatto da ammirare, il progetto è stato una pratica di comunità. L’artista ha lavorato fianco a fianco con i cittadini, trasformando l’intreccio in un gesto collettivo.
Ogni nodo e ogni trama racchiudono storie, dialoghi e memorie del luogo. L’opera finale diventa così non solo un’espressione artistica, ma il ritratto vivo di un legame che la comunità ha riscoperto attraverso il fare insieme.
Fabio Orioli, Giulia Marchiaro e il murales nato dai bambini
Il parco giochi del paese si è acceso di nuova vita grazie a un grande murale dedicato a Vincenzo Lancia.
L’opera nasce da un laboratorio preliminare condotto da Giulia Marchiaro con i bambini della pluriclasse della scuola primaria di Cravagliana. A raccogliere e tradurre quelle suggestioni è stato l’artista Fabio Orioli, che non ha imposto una visione esterna, ma si è fatto interprete dell’immaginazione dei più piccoli.
Disegni, sogni e idee dei bambini sono diventati un linguaggio visivo urbano e colorato. Il parco non è più soltanto uno spazio di gioco, ma un luogo pubblico che racconta lo sguardo delle nuove generazioni.
Massimo Ferrando e le sculture lungo il sentiero
Il terzo intervento unisce arte, natura e memoria scientifica locale. Ispirandosi alle antiche tavole dell’erbario, Massimo Ferrando ha realizzato una serie di sculture “en plein air” lungo il sentiero naturalistico che conduce al museo.
Le opere sembrano nascere direttamente dal terreno, accompagnando i passi dei visitatori e dialogando con il paesaggio. Il percorso diventa così un’esperienza estetica e meditativa, in cui la memoria botanica si trasforma in presenza leggera e poetica.
L’artista ha definito questo lavoro un viaggio nel “genius loci”, lo spirito dei luoghi, frutto dell’incontro tra la natura e l’opera dell’uomo nei secoli.
Fobello tra passato e futuro
La residenza dimostra che l’arte contemporanea non deve restare chiusa nei musei, ma può abitare lo spazio pubblico, rigenerandosi attraverso l’incontro umano e la valorizzazione del territorio.
A sintetizzare il senso del percorso sono le parole della sindaca Anna Baingiu: «Fobello non rinnega il passato ma guarda al futuro».
Un ringraziamento speciale è stato rivolto agli artisti, all’amministrazione, alla scuola primaria e a tutti i cittadini che hanno partecipato, aprendo porte e cuore a questa esperienza.
Le residenze si chiudono, ma le opere e le relazioni nate in questi mesi resteranno come patrimonio vivo della comunità.







