Venerdì 3 luglio, nella Sala del Camino di Palazzo D’Adda a Varallo, è stata inaugurata la mostra itinerante “Cammini di devozione e d’arte tra Vallese, Ticino, Ossola, Valsesia e Lago d’Orta”, curata dal professor Enrico Rizzi. L’esposizione racconta la storica rete di percorsi spirituali alpini che, nei secoli, ha collegato comunità, territori e luoghi di fede tra Piemonte e Svizzera.
La mostra a Palazzo D’Adda
Il titolo dell’esposizione prende ispirazione da un verso del poeta ossolano don Remigio Biancossi. La mostra è organizzata dalla Fondazione Maria Giussani Bernasconi per il Restauro d’Arte e per gli Studi Umanistici e dalla Fondazione Internazionale Monte Rosa, con il patrocinio del Comune di Varallo.
Dopo l’inaugurazione a Domodossola, nel settembre 2025 al Collegio Mellerio Rosmini, nell’ambito delle celebrazioni del Centenario dell’Expo Italia-Svizzera, e l’esposizione di marzo nella Basilica di San Gaudenzio a Novara, il percorso arriva ora a Varallo, città legata in modo profondo alla storia devozionale alpina.
I cammini spirituali tra Alpi, Vallese e Valsesia
L’obiettivo dell’iniziativa è raccontare al pubblico una rete di itinerari spirituali e culturali che, per secoli, ha attraversato l’arco alpino, collegando il Piemonte con il Vallese e il Ticino.
Non si tratta soltanto di percorsi geografici, ma di vie di incontro, fede, ospitalità e scambio. La mostra si inserisce infatti in un progetto più ampio di valorizzazione della memoria dei pellegrinaggi storici e del patrimonio devozionale del territorio.
L’intervento di Massimo Bonola
Lo storico Massimo Bonola ha introdotto il tema ricordando il convegno internazionale “Religioni e Sacri Monti”, tenutosi in Piemonte nel 2004 tra Torino, Moncalvo e Casale Monferrato. Un appuntamento che aveva promosso il dialogo interculturale e lo studio dei complessi monumentali, mettendo in evidenza il legame tra ambiente naturale e spiritualità.
Bonola ha collegato la nuova esposizione a quel percorso di ricerca, sottolineando come “Cammini di devozione e d’arte” rappresenti un’ideale prosecuzione del lavoro dedicato ai Sacri Monti, ai cammini e agli itinerari artistici, con attenzione anche alla loro dimensione spirituale e immateriale.
Enrico Rizzi e la cultura walser
A illustrare la mostra è stato Enrico Rizzi, storico delle Alpi, specialista di storia della colonizzazione medievale e tra i maggiori studiosi della cultura walser. L’esposizione si compone di una ventina di pannelli monotematici, arricchiti da fonti iconografiche e citazioni.
Rizzi ha ricordato il fascino dei cammini devozionali alpini, soffermandosi in particolare sulla valle Formazza, crocevia di pellegrinaggi percorsi da genti provenienti dal Vallese e dal Ticino. Viaggi lunghi e difficili, affrontati spesso senza la certezza del ritorno, che raccontano una spiritualità concreta, fatta di fatica, fede e attraversamento dei confini.
Varallo e il Sacro Monte nei percorsi devozionali
Tra gli itinerari ricordati figura anche la via devozionale che da Sion arrivava all’Isola di San Giulio, passando attraverso i 3.600 metri della “porta bianca” sul Monte Rosa. In questo sistema di cammini, Varallo e il suo Sacro Monte rappresentavano una tappa importante, cui è dedicata la parte centrale della mostra.
Il messaggio dell’esposizione è anche quello di tornare a conoscere la storia del territorio attraverso le sue immagini, i suoi luoghi e le sue strade antiche: vie che hanno unito popoli diversi e che oggi possono essere rilette con uno sguardo nuovo, recuperando il senso dell’accoglienza e dell’ospitalità.
Orari di visita della mostra a Varallo
La mostra “Cammini di devozione e d’arte tra Vallese, Ticino, Ossola, Valsesia e Lago d’Orta” sarà visitabile a Palazzo D’Adda fino al 3 agosto.
Gli orari di apertura sono dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18; il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Dal 10 al 19 luglio è prevista un’apertura estesa in occasione dell’Alpàa.











