(Adnkronos) - “È importante, per i pazienti con Alzheimer, sapere che si continua a lavorare, a livello istituzionale, con gli aiuti previsti per le famiglie. Questo aiuta a non sentirsi abbandonati perché si sa che, dall'altra parte, c'è qualcuno che fa in modo che le cose inizino a girare per il verso giusto. Fino a qualche anno fa si parlava pochissimo delle malattie neurologiche degenerative”. Così Michela Morutto, protagonista del libro 'Un tempo piccolo', scritto da Serenella Antoniazzi, intervenendo all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva' presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana. Il volume racconta la storia della sua famiglia e del marito Paolo, colpito da Alzheimer precoce.
“Quando si è ammalato mio marito – ha raccontato Morutto – si sapeva poco per le persone anziane e ancora meno per quelle giovani. Io e lui ci siamo impegnati a parlarne sempre più perché anche oggi ci sono persone che non sanno nulla” della patologia. Diventa quindi fondamentale “sentirsi accompagnati, accolti e supportati in qualche modo. Questo è importante per le famiglie. C’è molta disparità tra regioni e territori - ha osservato - e anche poca informazione tra le varie persone”.





