Ultim'ora - 17 luglio 2026, 20:29

Attentato a Ranucci, Carotenuto: "Governo mandante morale, l'ho detto e lo ridirei"

Attentato a Ranucci, Carotenuto: "Governo mandante morale, l'ho detto e lo ridirei"

(Adnkronos) -

"Io quella cosa la ribadirei anche oggi". Lo afferma all'Adnkronos il deputato del Movimento 5 Stelle ex componente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Dario Carotenuto, tornando sul post pubblicato dopo l'attentato a Sigfrido Ranucci, nel quale definiva il governo "mandante morale". 

"Anche se fosse vero, come sta emergendo, che Valter Lavitola abbia pensato di fare quasi un favore a Ranucci, all'insaputa di Ranucci, io continuo a dire che, se a Lavitola viene in mente una cosa del genere, è proprio perché la destra ha attaccato tutti i giorni Ranucci in quel modo. Io non posso che ribadire quello che ho scritto in quel post", afferma il parlamentare pentastellato. "Per come sono oggi le cose, mi sembra quasi che stiano confermando quella mia ipotesi, altro che sconfessarla". 

Carotenuto precisa però il significato delle sue parole: "È chiaro che non ho detto che hanno messo la bomba o che qualcuno l'abbia messa su indicazione di Meloni. Non mi è passato mai neanche lontanamente per la testa". Secondo il deputato M5S, il riferimento era invece "al clima di tensione e di delegittimazione" nei confronti del conduttore di Report: "Quello che stavo osservando da quando avevo messo piede in Vigilanza era un attacco quotidiano da parte della destra a Ranucci e alla sua trasmissione. Sto dicendo semplicemente che si è creato un clima tale che poi a qualche mente squilibrata passa per la testa di fare una cosa del genere. Questo intendevo quando parlavo di mandante morale". 

Il Giornale fa riferimento ad una conversazione tra il deputato e Ranucci. Nella conversazione, verrebbe fatto il nome di Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d'Italia: "L'articolo parla di 'intercettazione shock', ma è un titolo che poi, secondo me, non rispecchia quello che si legge nel testo. Dov'è lo shock? Io, anzi, mettevo esplicitamente in dubbio che Gimmi Cangiano fosse implicato" nell'attentato contro Ranucci. 

Carotenuto ricostruisce il contesto della telefonata: "C'era stata una puntata di Report nella quale ci si interrogava, nel quadro più ampio dell'inchiesta, su un eventuale ruolo di Gimmi Cangiano. Io, conoscendolo, seppur non benissimo, quella ricostruzione la ritenevo poco verosimile. Quando ho sentito Sigfrido gli ho detto: 'Ma tu veramente pensi che ci possa essere Cangiano?'. Mi sembrava un'ipotesi fuori dal verosimile". Il deputato precisa di aver voluto offrire al giornalista la propria valutazione personale: "È stato un mio impulso dire che, secondo me, Cangiano non c'entrava. Anche per dare una mano a Ranucci, che immaginavo stesse cercando di capire chi gli avesse fatto l'attentato, volevo dargli dalla mia prospettiva un input: per quelle che erano le mie conoscenze, secondo me Cangiano non c'entra". 

Quanto al rapporto con il conduttore di Report, Carotenuto esclude retroscena: "Dopo quella telefonata non ci siamo mai più visti per parlarne. Ci siamo incrociati soltanto in un'occasione pubblica. Ogni tanto ci scriviamo su WhatsApp, ma molto raramente". E ribadisce la propria stima: "Io considero Sigfrido una vittima in questa vicenda, assolutamente una vittima. Gli esprimo vicinanza e lo stimo come giornalista. Da ragazzo sognavo perfino di lavorare a Report". 

Il deputato M5S torna anche sulle polemiche seguite a un suo post in cui definiva il governo "mandante morale" dell'attentato: "Non ho mai detto che qualcuno a Palazzo Chigi abbia ordinato la bomba, non mi è passato neanche lontanamente per la testa. Io parlavo del clima che si era creato attorno a Ranucci e a Report, di un attacco quotidiano e di una delegittimazione continua. È questo che intendevo quando parlavo di 'mandante morale': un clima che può aver favorito il gesto di qualche mente squilibrata, non certo un mandato politico". 

 

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