Sono stati consegnati alla ditta Bertini i lavori per la realizzazione di “Casa Doccio”, il nuovo spazio polifunzionale che sorgerà presso la Casa delle Suore di Doccio. L’intervento, finanziato con 3 milioni di euro provenienti da fondi PNRR, rappresenta un passaggio importante per il potenziamento dei servizi socioassistenziali in Valsesia.
Un progetto da 3 milioni di euro
La consegna dei lavori è avvenuta nella mattinata di venerdì 24 luglio. La ditta Bertini, vincitrice dell’appalto, avrà 360 giorni di tempo per completare l’intervento.
Il progetto è stato redatto dallo studio Riadatto Architecture & Engineering e prevede la realizzazione di nuovi volumi accanto al corpo principale dell’edificio, con l’obiettivo di dare nuova vita alla struttura e trasformarla in un punto di riferimento per diversi servizi.
Centro Alzheimer, ricerca, laboratori e sport
“Casa Doccio” ospiterà funzioni diverse ma integrate tra loro. Tra gli spazi previsti ci saranno il centro diurno Alzheimer, un centro di ricerca per lo sviluppo di ausili per la disabilità, uno spazio laboratorio per bambini e ragazzi e un’area destinata ad attività sportive.
Alla base del progetto ci sono due principi: l’intergenerazionalità e il retrofitting, cioè la capacità di aggiornare e trasformare un edificio esistente, rendendolo utile per il futuro e dandogli nuove funzioni, nuova vita e anche una nuova valenza ambientale.
Pietrasanta: «Un tassello importante per i servizi in Valle»
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Francesco Pietrasanta, che parla di un progetto importante ormai arrivato alla fase concreta.
«Giunge a concretizzazione un importante progetto, che costituisce un tassello importante per il potenziamento dei servizi in Valle», commenta Pietrasanta, ricordando il lavoro politico e amministrativo svolto e la collaborazione tra gli uffici dell’Unione Montana e quelli del Comune di Quarona, proprietario della struttura.
Un lavoro costruito sui bisogni del territorio
Il presidente sottolinea anche il metodo seguito nella preparazione dell’intervento, con sopralluoghi in strutture analoghe e un piano pensato per rispondere alle necessità locali, senza rinunciare a caratteristiche innovative.
«Il centro sarà un fiore all’occhiello dei servizi socioassistenziali del nostro territorio», aggiunge Pietrasanta.
Il Centro Alzheimer torna in Valsesia
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il ritorno in Valsesia del Centro Diurno Alzheimer, oggi ospitato dal Comune di Portula in locali messi generosamente a disposizione.
Con la nuova sede, il servizio sarà collocato in una posizione centrale rispetto al territorio gestito dai servizi socioassistenziali dell’Unione Montana. Questo permetterà, una volta conclusi i lavori, di aumentare i posti disponibili per le persone che necessitano assistenza.
Un sostegno concreto alle famiglie
La nuova collocazione consentirà anche di ridurre i costi di trasporto e agevolare le famiglie di un ampio territorio, offrendo un punto di riferimento più comodo e facilmente raggiungibile.
«È un sogno che si concretizza, a sostegno delle persone più fragili del nostro territorio, e proprio per questo ancor più significativo», conclude Pietrasanta.
L’avvio dei lavori segna quindi un momento concreto per la Valsesia: un edificio storico viene ripensato per diventare spazio di cura, ricerca, inclusione e comunità.





