Sabato 1 agosto è stata una giornata di celebrazioni presso il rifugio valsesiano Capanna Gnifetti, sul Monte Rosa. Oltre alla tradizionale messa annuale in ricordo dei caduti sul ghiacciaio del Rosa, è stato anche celebrato il 150° anniversario del Rifugio, un traguardo importantissimo per la storia delle Alpi. I due eventi, che hanno avuto luogo al cospetto del ghiacciaio del Monte Rosa, sono stati sanciti dai canti di chi vi ha partecipato, che hanno contribuito a ricreare un’atmosfera intensa ed emozionante.
La Messa commemorativa dei caduti sul Massiccio del Monte Rosa è stata celebrata da Don Vincenzo Caccia, un prete salesiano che si occupa della gestione della cappella adiacente al rifugio. Costruita nel 1967, è stata dedicata alla Madonna dei Ghiacciai. Da allora è sempre stata considerata come un punto di riferimento e di preghiera per ricordare tutti gli alpinisti che sono scomparsi sul Massiccio valsesiano. Ogni anno, in loro memoria, viene celebrata una messa alla presenza dei parenti, che leggono un profilo del loro caro e a cui viene consegnata una fiaccola su cui è riportato il nome del caduto. Quest’anno, a essere ricordati, sono stati anche alcuni caduti sia dalla Provincia di Biella che dalla Valsesia.
Inoltre, ad animare la giornata è stato il festeggiamento di un traguardo miliare per la storia del celeberrimo rifugio: il 150° anniversario dalla sua costruzione, ricordato da una targa che racconta l’evoluzione di questo fondamentale presidio dalla sua nascita. A spiegare l’importanza di questa ricorrenza, il Vicepresidente del Club Alpino Italiano di Varallo, Gian Luigi Avondo: “In quattro tappe a piedi, abbiamo trasportato la targa da Varallo fino a qui, intraprendendo il Cammino Varallo-Alagna. Qui sono raffigurati i tre stadi evolutivi del volto del rifugio nel tempo: nel 1876, nel 1946 e nel 2026”.
Le due celebrazioni, che hanno visto una grande partecipazione, sono state molto emozionanti. La Messa e l’Anniversario sono state sancite rispettivamente da due gesti simbolici: la consegna delle fiaccole in memoria dei caduti e la posa della targa commemorativa del 150° alla Capanna Gnifetti. Sulle note del noto brano “Signore delle Cime”, che ha rotto il silenzio del ghiacciaio, questi gesti hanno trovato un significato ancora più profondo, ricreando momenti di condivisione, unione e solidarietà.























































