ATTUALITÀ - 07 agosto 2026, 09:44

Vercelli, dal progetto di giardinaggio nasce una borsa lavoro per un utente del Nucleo autismo

Vercelli, dal progetto di giardinaggio nasce una borsa lavoro per un utente del Nucleo autismo

Vercelli, dal progetto di giardinaggio nasce una borsa lavoro per un utente del Nucleo autismo

Nel cortile dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli un’area verde è diventata simbolo concreto di inclusione, cura e autonomia. Si tratta del giardino realizzato nell’ambito del progetto “Giardino è vita sociale”, che ha coinvolto otto utenti del Nucleo disturbi dello spettro autistico della Psichiatria dell’ASL Vercelli: Antonio, Gabriele, Andrea, Roberto, Maurizio, Ares, Lorenzo e Alberto.

Dal percorso è nata anche una nuova opportunità: l’attivazione di una borsa lavoro per uno degli utenti, resa possibile dai PASS, i Percorsi di Attivazione Sociale Sostenibile promossi dalla Regione Piemonte.

Un progetto nato a marzo

“Giardino è vita sociale” è stato avviato nel mese di marzo grazie ai Fondi Autismo del Ministero della Salute.

Le risorse hanno permesso l’acquisto di fiori, piante di diverse varietà e piccoli elementi d’arredo, trasformando uno spazio del cortile dell’ospedale in un’area verde fiorita, colorata e curata.

Gli utenti coinvolti hanno preso parte a un percorso di giardinaggio guidato dall’équipe riabilitativa, diventando protagonisti nella creazione di un nuovo giardino, frequentato dal personale dell’ASL e attraversato anche dall’utenza esterna.

Dal giardino a un impegno stabile

Concluso il progetto iniziale, l’area verde ha continuato a vivere.

La cura degli spazi è diventata una nuova attività riabilitativa e risocializzante del Dipartimento di salute mentale, portata avanti con continuità regolare. Per un gruppo di utenti si è trasformata in un vero e proprio impegno fisso, con cadenza almeno settimanale.

Proprio da questa continuità è nata l’opportunità di una borsa lavoro per uno degli utenti, legata alla cura del giardino e sostenuta dai PASS, strumenti educativi, socio-assistenziali e riabilitativi pensati per favorire inclusione sociale e autonomia delle persone fragili.

Tarantola: «Il lavoro con la terra è molto più di un’attività manuale»

Il dottor Luca Tarantola, direttore della SC Psichiatria e del Dipartimento interaziendale di salute mentale, spiega che il progetto nasce dalla consapevolezza dell’isolamento che spesso accompagna le persone con disturbi dello spettro autistico.

Da qui l’idea di portare l’attività riabilitativa fuori dalle strutture sanitarie, in un luogo aperto al pubblico. Secondo Tarantola, il lavoro con la terra si è rivelato molto più di un’attività manuale: progettare un giardino, scegliere piante e sementi, rispettare i tempi della natura e prendersi cura degli spazi contribuisce a rafforzare autostima, senso di responsabilità, collaborazione, comunicazione e partecipazione attiva nel gruppo.

Ricci: «La sanità pubblica è anche inclusione»

Per il direttore generale dell’ASL Vercelli, Marco Ricci, iniziative come questa dimostrano che la sanità pubblica può essere non solo luogo di cura, ma anche di inclusione e partecipazione attiva.

Il giardino realizzato dagli utenti del Nucleo DPSA restituisce valore a uno spazio comune e, allo stesso tempo, offre opportunità reali di crescita personale e autonomia. La direzione indicata è quella di percorsi capaci di mettere al centro la persona, valorizzandone capacità e potenzialità e favorendo un’integrazione autentica con la comunità.

Uno spazio aperto ad altri percorsi

L’area verde è diventata anche luogo adatto ad accogliere altri progetti rivolti a persone che vivono esperienze di fragilità psichica.

Da aprile a maggio il giardino ha ospitato “¿Leggiamo? !Leggiamo!”, una serie di incontri di lettura condivisa e inclusiva che hanno coinvolto utenti del Centro di salute mentale e persone ricoverate nel reparto di Psichiatria. Gli incontri sono stati condotti dall’attore Lodovico Bordignon di Faber Teater, con il supporto di un volontario dell’associazione DIAPSI Vercelli ODV e degli operatori del Dipartimento di salute mentale.

Un giardino che fa crescere relazioni

“Giardino è vita sociale” racconta come un’attività semplice e concreta possa diventare un percorso di cura, responsabilità e inclusione.

Dalla scelta delle piante alla manutenzione degli spazi, il giardino dell’ospedale si è trasformato in un luogo vivo: uno spazio comune che cresce insieme alle persone che se ne prendono cura.

Redazione J.B.

SU