Stanno facendo il giro del mondo le immagini della devastante alluvione che si è abbattuta nelle scorse ore al confine tra il Nepal e la Cina.
Oltre 360 i corpi delle vittime recuperati dai soccorritori mentre sono più di 1.400 le persone ancora disperse come riferito dalle autorità locali ma i numeri sono destinati ad aumentare con il trascorrere delle ore. A causare l’immane tragedia sarebbe stato il crollo improvviso di un ghiacciaio che ha portato ad un’enorme ondata di detriti, acqua e fango capace di travolgere interi villaggi tra i distretti di Rasuwa e Nuwakot.
Inoltre, stando alle informazioni raccolte dai giornali nazionali, sono due gli italiani tra i 27 turisti italiani tratti in salvi mentre altri 3 sarebbero al momento dispersi.
Ad assistere impotenti alle devastazioni l’associazione Bi-Nepal, Biella to Solukhumbu ODV, da sempre impegnata a fornire aiuto e assistenza alle comunità locali. “È terribile quanto sta avvenendo – sottolinea la presidente Laura Rondolotto – Ci siamo messi in contatto con le autorità e le realtà associative del posto con cui spesso collaboriamo per capire la gravità della situazione e al momento non risulterebbero coinvolti cittadini biellesi ma continueremo a restare vigili su quanto sta avvenendo”.
È imminente anche l’avvio di una raccolta fondi benefica: “Stiamo predisponendo gli ultimi dettagli ma ogni informazione verrà fornita sul nostro sito web per dare un contributo alle genti del Nepal colpite dall’alluvione” sottolinea Rondolotto.
Infine, a inizio novembre, una delegazione formata da 15 persone, tra cui la stessa presidente, si porterà nello stato asiatico per ricordare la figura di Martino Borrone, storica guida dell’associazione, nonché membro della delegazione biellese del Soccorso Alpino e componente del direttivo del CAI Biella, a 3 anni dalla scomparsa.





