Quattro Comuni, appena 611 abitanti complessivi, quattro sindaci, altrettante Giunte e 40 consiglieri comunali. Sono i numeri che riaccendono in Valsesia il tema delle fusioni tra piccoli Comuni, una questione che da anni interessa soprattutto le realtà montane alle prese con il progressivo calo della popolazione e con la difficoltà di mantenere strutture amministrative autonome.
Il caso viene evidenziato in un'analisi pubblicata in questi giorni, che prende spunto dalla situazione dei piccoli Comuni italiani e dagli incentivi messi in campo dallo Stato per favorire le fusioni. Dal 2012, quando sono stati introdotti i primi incentivi, il numero complessivo dei Comuni italiani è sceso da 8.092 a 7.896, attraverso 138 operazioni di fusione. Nonostante questo, i Comuni con meno di mille abitanti sono addirittura aumentati.
Il tema assume dimensioni particolarmente significative in Valsesia. Nella valle più grande vengono indicati 13 municipi con una popolazione complessiva di 2.928 abitanti: ben nove hanno meno di 200 residenti. Il risultato è una struttura amministrativa composta da 13 sindaci, 13 Giunte e 130 consiglieri. In alcuni casi, inoltre, la formazione delle liste elettorali rappresenta già una difficoltà, tanto che non sempre è semplice trovare persone disponibili a candidarsi.
La fusione dei Comuni non sarebbe tuttavia un passaggio automatico. Prima di arrivare alla costituzione di un nuovo ente sarebbe necessario predisporre uno studio di fattibilità, sottoporlo alla Regione e successivamente affrontare l'iter previsto dalla normativa, compreso il coinvolgimento delle popolazioni interessate.
Il tema, quindi, non è quello di una fusione già deliberata, ma di una riflessione sulla possibilità di superare, in determinate situazioni, la frammentazione amministrativa dei territori più piccoli.
Il confronto riguarda soprattutto la sostenibilità dei piccoli municipi: mantenere più strutture amministrative significa infatti avere più organi politici e apparati, mentre un Comune più grande potrebbe concentrare alcune funzioni e risorse. Dall'altra parte rimane il tema dell'identità delle singole comunità, particolarmente sentito nei territori montani.
La questione è destinata quindi a rimanere sul tavolo: come garantire servizi e rappresentanza nei piccoli Comuni della montagna quando i residenti diminuiscono e diventa sempre più difficile anche trovare persone disposte ad amministrare?





