Una serata dedicata alla storia religiosa e alla memoria locale ha accompagnato la Festa di San Grato ad Ara, frazione di Grignasco.
Venerdì 4 settembre, nell’Oratorio di San Grato, Ruggero Sala ha tenuto una conferenza dedicata a don Florindo Piolo e alle reliquie dei Santi Teodoro e Teonesto, partendo da un ritrovamento avvenuto proprio all’interno dell’oratorio.
Due busti ritrovati sulla cantoria
La ricerca ha preso avvio dal ritrovamento, sulla cantoria, dei due busti di San Teodoro e San Teonesto, seguito dal recupero delle relative reliquie negli armadi della sacrestia.
A occuparsi della vicenda sono stati Marisa Tosalli, Alberto Tosetti e Federica Sezzano, che hanno permesso di ricollocare correttamente i reperti. Le immagini d’epoca mostrano inoltre come i due busti fossero originariamente collocati sulla facciata della chiesa.
Una storia che parte dal Seicento
La cappella di San Grato esisteva già nel 1599, anche se in cattive condizioni, e venne poi ricostruita nella prima metà del Seicento.
Il quadro raffigurante San Grato, San Gaudenzio e la Vergine risale invece al 1645.
La conferenza, accompagnata da una proiezione curata da Alberto Agabio, ha ripercorso anche le cronache di Ara nel 1935, quando i due busti furono nuovamente decorati da un pittore locale.
San Teonesto e il legame con Vercelli
Sala ha approfondito anche la figura di San Teonesto, ricordato nella Vita Eusebii, antica fonte legata a Sant’Eusebio.
Secondo quanto illustrato, le spoglie di Teonesto furono rinvenute da Eusebio e collocate in un primo sacello, poi ampliato fino a diventare la prima basilica eusebiana. Nel XVI secolo, durante la demolizione dell’antica costruzione per edificare l’attuale cattedrale, furono ritrovate vicine le sepolture di Teonesto ed Eusebio.
Oggi i resti del santo sono conservati nel Duomo di Vercelli, sopra l’altare della Madonna dello Schiaffo.
Anche Rastiglione conserva il culto di San Teodoro
Un altro legame con il territorio riguarda Rastiglione, già parrocchia autonoma fino al 1967 e poi riunita a Zuccaro.
Qui San Teodoro è venerato come compatrono e ne viene conservato il corpo, accompagnato da un’autentica datata 1683.
Don Florindo Piolo e l’Ara degli anni Trenta
Grande spazio è stato dedicato anche a don Florindo Piolo, sacerdote serravallese che tra il 1934 e il 1935 ebbe in reggenza la parrocchia di Ara.
Durante quel periodo promosse numerosi interventi: fece realizzare una nuova chiave d’oro del tabernacolo e due corone d’argento con inserti in oro, acquistò un nuovo presepio, fece realizzare la statua di Santa Lucia al cimitero e raccolse numerose reliquie, ancora documentate nell’archivio parrocchiale.
Un filmato del 1935 sarà proiettato integralmente
Il documento ricorda anche che il 27 ottobre 1935 venne realizzato un filmato dedicato alle nuove opere pubbliche di Grignasco.
Ad Ara furono ripresi il nuovo cimitero, il lavatoio e il calzaturificio Francescoli. La particolarità è che don Florindo non compare né nelle fotografie né nel filmato.
Le “Storie di ordinaria Fenera” proseguiranno con nuovi appuntamenti a Isella e Grignasco, dove il filmato del 1935 sarà proiettato integralmente.
Una serata che ha riportato alla luce un patrimonio fatto di reliquie, documenti e memoria, ricostruendo un pezzo della storia religiosa e civile di Ara.







