ATTUALITÀ - 09 settembre 2026, 10:20

All’Alpe Sorbella un progetto da 193mila euro per tutelare pascoli, torbiere e fagiano di monte

All’Alpe Sorbella un progetto da 193mila euro per tutelare pascoli, torbiere e fagiano di monte

All’Alpe Sorbella un progetto da 193mila euro per tutelare pascoli, torbiere e fagiano di monte

Un intervento costruito nel tempo per migliorare gli habitat montani e sostenere la biodiversità. Il 2 settembre i funzionari del Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte hanno effettuato un sopralluogo all’Alpe Sorbella, nel comune di Rassa, insieme all’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia.

I lavori, finanziati attraverso il Programma di Sviluppo Rurale, si sono conclusi nel 2024 e hanno interessato praterie, torbiere e habitat favorevoli al fagiano di monte, per un investimento complessivo di circa 193mila euro.

Due fasi di intervento tra il 2020 e il 2024

Il progetto si è sviluppato in due fasi: una prima da 100mila euro e una seconda da 93mila euro.

L’area interessata comprende circa 235 ettari di proprietà privata, i cui proprietari fanno parte dell’Associazione fondiaria “Consorzio Alpe Sorbella”. Da circa quindici anni i pascoli vengono utilizzati da un’azienda pastorale con una mandria di bovini da latte, presente generalmente tra la fine di giugno e la metà di settembre.

Recupero dei pascoli e protezione delle torbiere

Gli interventi hanno riguardato tre ambiti principali.

Il primo è stato il recupero dei prati a pascolo, attraverso il taglio delle piante nitrofile per ricreare condizioni più adatte alle attività pastorali.

Il secondo ha previsto il taglio a mosaico degli arbusti di rododendro, mentre il terzo ha riguardato la posa di reti per delimitare e proteggere le torbiere, evitando il calpestio da parte delle mandrie.

Un equilibrio delicato tra pascolo e biodiversità

Il documento sottolinea come la diminuzione delle attività zootecniche abbia favorito in alcune aree la progressiva ricolonizzazione dei prati da parte di mirtilli e rododendri.

Un corretto carico di animali al pascolo permette invece di mantenere un equilibrio tra consumo dell’erba e restituzione di sostanza organica, contribuendo a conservare la ricchezza floristica delle praterie.

Radure e corridoi per il fagiano di monte

Particolare attenzione è stata riservata al fagiano di monte (Lyrurus tetrix), specie censita nell’area durante la primavera e l’estate e inserita nell’allegato I della Direttiva europea Uccelli.

Il progetto ha cercato di ricreare un habitat favorevole attraverso l’alternanza tra zone aperte e arbustive, realizzando radure e corridoi irregolari capaci di aumentare l’effetto margine e offrire condizioni migliori soprattutto alle nidiate.

Due torbiere protette a circa 1.800 metri

A circa 1.800 metri di quota sono presenti due torbiere e numerose piccole zone umide.

Durante la stagione del pascolo vengono utilizzate recinzioni mobili elettrificate per proteggerle dal calpestio e dalle deiezioni del bestiame; le strutture vengono poi rimosse negli altri periodi dell’anno.

I monitoraggi 2026 confermano un primo bilancio positivo

Durante il sopralluogo di settembre, Matteo Massara della Regione Piemonte ha rilevato come l’habitat a mosaico venga mantenuto aperto dal pascolamento e come la turnazione delle superfici permetta di evitare un carico eccessivo sulle stesse aree.

La direttrice dell’Ente, Lucia Pompilio, ha inoltre evidenziato che i monitoraggi effettuati nella primavera e nell’estate 2026, in collaborazione con il Comprensorio alpino VC1, indicano una popolazione di fagiano di monte in buono stato di conservazione, insieme a un aumento delle superfici destinate al pascolo.

Un progetto che mette insieme gestione pastorale, tutela degli habitat e collaborazione tra enti pubblici e proprietari privati, con la prospettiva di proseguire gli interventi anche in futuro qualora siano disponibili nuovi finanziamenti.

Redazione J.B.

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