Ultim'ora - 16 settembre 2026, 18:05

Guardare alle origini è il modo giusto per ripartire, così 22simba presenta 'Miria': l'album che segna un prima e un dopo

Guardare alle origini è il modo giusto per ripartire, così 22simba presenta 'Miria': l'album che segna un prima e un dopo

(Adnkronos) - C'è un filo che lega molti dei rapper della nuova scena italiana: la voglia di riscatto, il desiderio di arrivare e di prendersi un posto nel mondo, senza però dimenticare da dove si è partiti. È da qui che nasce 'Miria', il nuovo album di 22simba, nome d’arte di Andrea Meazza, tra i promettenti giovani, protagonisti della nuova scena rap e urban italiana. Il disco, in uscita venerdì 18 settembre per Island Records/Universal Music Italy, prende il nome dalla nonna dell'artista. Una scelta che racconta già bene le sue intenzioni. Nell’album, che rappresenta per 22simba "il più importante della" sua "vita", non c’è soltanto musica, ma riaffiorano tanti ricordi e diverse domande. Andrea si trova faccia a faccia con la nonna, una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua crescita e nella realizzazione di questo disco.  

"Sono stati mesi di creazione importanti e sono contento di consegnare quello che è il mio terzo figlio a voi", dice 22simba durante l’incontro con la stampa a Milano, con la voce rotta dall'emozione. Andrea ha soli 24 anni ma sembra avere le idee già chiare. E in effetti 'Miria' sembra significare per lui qualcosa di diverso rispetto ai progetti precedenti. È un disco in cui compare anche il bisogno di fermarsi un momento e chiedersi dove si vuole davvero andare e soprattutto ammirare la strada fatta finora. "Odio questa cosa di me, quella di non riuscire a vedere i miei traguardi", racconta. Ma il primo passo per il cambiamento è prendere coscienza, sapere quale direzione voler prendere. Diciotto tracce divise in tre atti, che non raccontano tre storie separate ma tre momenti della stessa vita.  

"Solo chiavi di lettura diverse", ha spiegato. Si parte da ‘Arricchiti’, il capitolo che più richiama il desiderio di riscatto, per arrivare a ‘Miria’, dove il centro della narrazione è il ricordo della nonna, e infine a ‘Provinciali’, il ritorno alle origini e a Saronno che ha definito la sua identità. Quello che oggi poi trasporta nella musica. Il percorso per arrivare a questo album è stato "complesso", è stato un modo per mettere in discussione l’idea stessa di successo. Perché arrivare a ottenere quello che si desidera non significa necessariamente sentirsi appagati. Perché raggiungere in un certo senso il successo fa emergere dubbi ancora più intimi, come domandarsi quali siano davvero gli aspetti importanti della vita.  

 

A questo serve anche inseguire il ricordo della nonna Miria che ha avuto una vita semplice, fatta di piccole cose. Andrea sottolinea come la nonna in questo album non diventi la ricerca di una lezione da copiare. Lui sa di appartenere a un'altra generazione e a un altro mondo. Quello che resta, che merita un album, è il valore degli insegnamenti dati.  

Musicalmente i tre capitoli seguono un percorso preciso. Il primo ha un'impronta più rap, "di rivalsa", mentre il secondo si apre maggiormente alla melodia. Nel disco trovano spazio anche diversi featuring, tra cui Guè e Paky. E c'è una collaborazione che sorprende: ad aprire l'album è infatti la voce di Arisa, che 22simba definisce "una delle più impattanti del panorama italiano". E l'intento è proprio quello di sorprendere l'ascoltatore, come a dire: sei arrivato fin qui con un'idea, ecco ripulisci la mente e parti da capo.  

'Miria' segna un prima e dopo nella carriera di 22simba. Da una parte c'è l'anima che vuole correre, arrivare, conquistare. Dall'altra c'è quella parte di sé che sente il bisogno di voltarsi e di rallentare. Ma rallentare non significa necessariamente fare passi indietro. A volte significa solo imparare a respirare e ripartire, senza mai dimenticare gli odori e i sapori di casa. (di Marica Di Giovanni) 

 

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