Venerdì 18 settembre 2026, nella Sala Conferenze di Villa Paolotti a Gattinara, è stata presentata ufficialmente l’Associazione Ceramica Pozzi Gattinara ODV, nata nel giugno scorso con l’obiettivo di preservare e valorizzare una parte importante della storia industriale della città. La data dell’incontro, indicata erroneamente nel comunicato come 21 settembre, risulta confermata anche dagli annunci pubblicati nei giorni precedenti.
L’associazione è stata fondata da Alfonso Stellato, Paolo Belliero, Patrizio Petterino, Mario Antoniotti, Gianpaolo Bertolotti, Ginetto Garbasso, Gianni Riccardi, Maria Teresa Martinelli e Giancarlo Valloggia. Tra le finalità ci sono la tutela del patrimonio legato alla Ceramica Pozzi, la promozione della cultura della ceramica e del sapere artigiano e la creazione di nuove occasioni di incontro attraverso mostre, eventi e progetti condivisi.
Dalla mostra del 2019 alla nascita dell’associazione
L’interesse verso la storia della manifattura era già emerso con la mostra dedicata alla Ceramica Pozzi nel 2019, curata da Alfonso Stellato e seguita l’anno successivo da una pubblicazione.
Il percorso di studio è proseguito anche in ambito universitario: nel 2021 Francesco Petterino ha dedicato la propria tesi di laurea in Architettura all’analisi e alle possibilità di recupero e riuso dell’ex area industriale della Manifattura Ceramica Pozzi.
Un patrimonio di documenti, fotografie e pezzi rari
La mostra allestita negli anni scorsi a Villa Paolotti aveva raccolto circa un migliaio di pezzi, tra documenti, cataloghi, fotografie e oggetti prodotti dalla Pozzi, alcuni dei quali considerati particolarmente rari.
Tra gli obiettivi dell’associazione c’è anche quello di evitare la dispersione di questo patrimonio e lavorare, insieme all’Amministrazione comunale, alla possibilità di realizzare in futuro uno spazio espositivo permanente.
Una fabbrica che ha segnato la storia di Gattinara
La Manifattura Ceramica Pozzi si insediò a Gattinara nel 1906 e rappresentò per decenni uno dei principali riferimenti industriali della città.
Secondo quanto ricordato durante l’incontro dal presidente dell’associazione Alfonso Stellato, negli anni Sessanta lo stabilimento arrivò a estendersi su circa 65 mila metri quadrati e a occupare fino a 1.500 persone. La produzione comprendeva sanitari ma anche diversi oggetti d’arredo e manufatti ceramici, alcuni caratterizzati da un importante valore artistico.
I ricordi di chi ha lavorato nello stabilimento
Alfonso Stellato ha raccontato anche la propria esperienza personale: entrò in fabbrica nel 1970, a 17 anni, iniziando nella catena di produzione dei lavabi e passando successivamente al reparto spedizioni.
Durante la serata è stato mostrato anche un filmato realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della manifattura, insieme a immagini e testimonianze capaci di restituire la dimensione produttiva e sociale dello stabilimento.
Tra gli interventi anche quello di Riccardo Grassi, che ha ricordato il lavoro del padre Rodolfo e il contributo delle competenze maturate a Gattinara allo sviluppo di realtà ceramiche anche all’estero, tra Spagna, Brasile, Ungheria, Tunisia e Iran.
L’invito a custodire una memoria collettiva
Nel corso della presentazione è emersa più volte la volontà di trasformare la memoria della Ceramica Pozzi in un patrimonio condiviso, non soltanto attraverso il recupero di oggetti e documenti, ma anche attraverso testimonianze, studi e nuovi progetti culturali.
Francesco Petterino ha sottolineato la necessità di far conoscere maggiormente questa storia, mentre i responsabili dell’associazione hanno invitato gattinaresi e non ad aderire e partecipare alle future attività.
La nuova associazione nasce quindi con l’obiettivo di tenere insieme memoria industriale, artigianato, ricerca e identità locale, riportando al centro una realtà che per quasi un secolo ha accompagnato la vita economica e sociale di Gattinara.










