Domenica 27 settembre 2026 la Fabbrica della Ruota ha ospitato una visita guidata alla mostra “Di carta e di cotone. Il Biellese delle cartiere e dei cotonifici”, condotta dal curatore Danilo Craveia, archivista del DocBi.
L’esposizione, distribuita sui tre piani dello storico edificio dell’ex Lanificio Zignone, racconta un volto meno conosciuto del Biellese industriale, mettendo al centro non soltanto la lana ma anche le filiere della carta e del cotone.
Un Biellese non fatto soltanto di lana
La mostra nasce con l’obiettivo di ricostruire la presenza sul territorio di cartiere e cotonifici, attività che per secoli hanno condiviso spazi, risorse e infrastrutture, sfruttando in particolare l’acqua come forza motrice.
Le origini della produzione cartaria vengono fatte risalire al Cinquecento, mentre il cotone si sviluppò in modo significativo dalla seconda metà del Seicento. Tra i documenti esposti figurano anche i Libri Mastri originali della ditta Ambrosetti di Sordevolo, a partire dal 1670.
Cotonifici, tintorie e grandi industrie
Il percorso ricostruisce anche la crescita del settore cotoniero tra Settecento e Ottocento.
Nel documento si ricorda come, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, il cotone arrivò a rappresentare una componente molto rilevante dell’economia biellese, con numerosi cotonifici attivi e una quota consistente di occupati nel settore.
Tra i casi affrontati compare il Cotonificio Poma, che arrivò a diventare una delle più grandi realtà tessili del territorio, con diversi stabilimenti e migliaia di dipendenti.
Le figure dei tintori e le produzioni meno conosciute
La mostra dedica spazio anche alle figure legate alla tintura e alla trasformazione dei tessuti, come Pin Canale Majet, formato anche in Germania, e il tintore Hubner, protagonista di una carriera segnata da successi e fallimenti.
Craveia ha inoltre ricordato il ramo cotoniero della famiglia Sella, il passato cotoniero del Lanificio Barberis Canonico e l’attività dell’Ovattificio Bracco di Chiavazza, rimasto operativo fino agli anni Settanta del Novecento.
Un legame anche con Borgosesia
Al secondo piano della Fabbrica della Ruota è esposto anche un grande plastico della Manifattura Lane di Borgosesia, realizzato in scala 1:300 nel 1950 in occasione del centenario.
Durante la visita è stato ricordato anche il Cotonificio Valsesia, impiantato a Borgosesia da Magni e rimasto attivo per un periodo limitato.
Documenti, campionari e intelligenza artificiale
La sezione documentaria raccoglie materiale proveniente da biblioteche e archivi, tra cui la Miscellanea Sella, la Biblioteca Civica di Biella, la Biblioteca della Fabbrica della Ruota e gli archivi della Camera del Lavoro di Biella.
Sono esposti anche campionari di prodotti e documenti legati alla produzione tessile.
Per la prima volta il DocBi ha inoltre utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per realizzare supporti video pensati per immaginare l’aspetto originario di tessuti, abiti, arredi e tappezzerie visibili nelle fotografie storiche in bianco e nero.
La sezione dedicata alla carta
Al pianterreno trova spazio la parte dedicata alla produzione cartaria, con un percorso che parte dai Mondella, ai quali nel 1548 fu concesso il privilegio ducale per l’apertura anche di una tipografia.
Tra le fonti richiamate figura il lavoro di Cesare Poma, autore nel 1927 di uno studio dedicato alle tipografie e alle cartiere biellesi.
Craveia ha inoltre ricordato come, prima dell’introduzione della cellulosa, la carta venisse prodotta utilizzando soprattutto stracci come materia prima.
La mostra prosegue fino a fine ottobre
Al termine della visita, i volontari del DocBi hanno offerto ai partecipanti tè, bibite e biscotti biellesi.
La mostra, inaugurata il 2 agosto, resterà aperta fino alla fine di ottobre, con visite ogni domenica dalle 14.30 alle 18.30.











