Oltre 28 milioni di euro investiti, circa 38 mila destinatari coinvolti nelle azioni e 4 mila operatori formati. Sono alcuni dei numeri che raccontano i dieci anni di attuazione in Piemonte del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), lo strumento finanziario dell’Unione Europea, nelle due programmazioni 2014-2020 e 2021-2027.
I dati sono stati presentati oggi al Grattacielo Piemonte, a Torino, nel corso del convegno “Immigrazione in Piemonte: strumenti e politiche per un'integrazione responsabile”, promosso dalla Regione Piemonte per fare il punto sulla situazione del fenomeno migratorio sul territorio regionale e sulle politiche di accoglienza e inclusione messe in campo negli ultimi anni.
Un momento di confronto che ha riunito operatori del settore, esperti, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni, con l'obiettivo di analizzare l'evoluzione del fenomeno e offrire una fotografia della realtà piemontese, con particolare attenzione ad alcuni settori chiave come inserimento lavorativo, abitare, istruzione e percorsi di inclusione.
Gli interventi realizzati e quelli attualmente in corso nell’ambito delle programmazioni FAMI seguono diverse linee direttrici: integrazione linguistica, contrasto allo sfruttamento lavorativo e sessuale e alla tratta, capacity building, integrazione socio-lavorativa, integrazione sanitaria e contrasto alle discriminazioni.
“L’immigrazione va governata, non possiamo affrontarla esclusivamente attraverso una logica emergenziale - ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Piemonte, Enrico Bussalino -. Il lavoro legalmente riconosciuto rappresenta uno dei principali strumenti di dignità e di effettivo inserimento nella società. Allo stesso tempo dobbiamo contrastare con fermezza ogni forma di sfruttamento e caporalato, investire nella conoscenza della lingua italiana e garantire il rispetto dei diritti e dei doveri di chi vive nelle nostre comunità. La collaborazione stretta tra Regione, Prefetture, Enti locali, Forze dell’Ordine e Terzo settore, è l’unico vero strumento per gestire il territorio con equilibrio, garantendo sicurezza e prevenendo situazioni di marginalità o degrado urbano”.
La regia regionale svolge un ruolo sia nella capacità di attrarre le risorse necessarie alla realizzazione degli interventi sia nel raccordo tra i territori e le autorità centrali. Nel corso della giornata sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti, il professor Stefano Allievi dell'Università di Padova, il professor Ennio Codini dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Miranda Andreazza e Elisa Floredan di Agenzia Piemonte Lavoro, la professoressa Irene Ponzo dell’Università del Piemonte Orientale e la professoressa Roberta Ricucci dell’Università di Torino.
Il confronto ha permesso di mettere in relazione l'esperienza maturata in dieci anni di FAMI con l'evoluzione del fenomeno migratorio in Piemonte. I dati e le analisi emersi durante i lavori costituiranno inoltre un elemento utile per orientare le future politiche regionali e alcune delle scelte legislative che la Regione sarà chiamata ad assumere nei prossimi anni.





