Varallo-Civiasco - 07 ottobre 2026, 08:35

Varallo, prorogate le mostre “Il Mandala della Vita” e “Ravviva la mente”

In esposizione i lavori realizzati dagli ospiti di Casa Serena. Si chiude così la stagione espositiva 2026, che ha proposto complessivamente dieci mostre

Varallo, prorogate le mostre “Il Mandala della Vita” e “Ravviva la mente”

Varallo, prorogate le mostre “Il Mandala della Vita” e “Ravviva la mente”

Le mostre “Il Mandala della Vita” e “Ravviva la mente”, allestite nel Portico del Cortile d’Onore della Biblioteca, saranno visitabili fino a sabato 10 ottobre, negli orari di apertura al pubblico della Biblioteca: dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 18.30, martedì anche al mattino dalle 9 alle 12, sabato dalle 9 alle 12.

Alcuni dei diciotto Mandala sono stati acquisiti da persone con offerte che saranno destinate a finanziare i futuri laboratori. I segnalibro che riprendevano le decorazioni del Mandala, rifiniti con fiocchetti di seta colorata, disponibili in mostra in cambio di una piccola offerta, sono andati letteralmente a ruba, tanto che hanno dovuto essere riforniti.

Con questa mostra, punto d’incontro tra generazioni diverse, si chiude la stagione espositiva 2026 che ha ospitato ben dieci mostre.

Spiros l’artista curatore della mostra “Libri, volti, gatti, fiori, colori e …” ha lasciato alcune osservazioni, nate dalla sua recente esperienza espositiva in Biblioteca a Varallo: “Ringrazio la Biblioteca che sa aprirsi verso molteplici forme di comunicazione, garantendo ad ogni artista un’opportunità. Questo ambiente raccolto e intimo ha consentito al pubblico di assorbire emozioni e pensieri come se si trovassero in un accogliente salotto. Io e mia moglie abbiamo avuto la grande soddisfazione di vedere l’attenzione dei giovani verso le opere e, cosa meravigliosa, il coinvolgimento emozionale creato dagli argomenti di attualità”. L’opera dedicata alla “Famiglia del bosco”, donata dall’artista alla Biblioteca, suscita sempre molte riflessioni, ispirate dalla scelta dell’artista che ha collocato il gruppo dei bambini all’esterno dell’opera, estrapolandolo dal contesto, per segnalare come questa separazione dal contesto familiare possa causare danni psicologici molto pesanti.

Concludiamo con alcune osservazioni condivise durante l’esperienza delle varie mostre: “Purtroppo ho visto passare alcuni genitori accompagnati dai figli, piccoli e meno piccoli, con una espressione abulica sul volto, che hanno attraversato l’installazione velocemente, senza commenti e senza salutare me e mia moglie, nonostante fossimo seduti lì vicino, confermando una graduale perdita dei valori che stanno alla base dell’umana convivenza, provocata anche dallo smodato utilizzo dei mezzi di comunicazione, dei social, di tutto ciò che trasforma il mondo reale in un mostro virtuale che fagocita l’anima dell’individuo”.

 

Piera Mazzone

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