Ultim'ora - 08 ottobre 2026, 14:30

Disturbi mentali, a Teramo nuovi spazi per una cura a misura di persona

Disturbi mentali, a Teramo nuovi spazi per una cura a misura di persona

(Adnkronos) - In Italia si stima che circa 9 milioni di persone convivano con un disturbo mentale, ma i Dipartimenti di salute mentale ne hanno in carico meno di una su dieci: circa 845mila persone nel 2024, secondo l'ultimo Rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute. Una parte ampia di questa popolazione resta quindi fuori dai servizi specialistici pubblici, anche a causa di ritardi diagnostici, difficoltà di orientamento e di accesso ai servizi e del persistere di stigma e pregiudizi nei confronti delle malattie psichiatriche. Con l’obiettivo di adottare un approccio verso gli spazi di cura maggiormente centrato sulla persona, approda a Teramo 'Coloriamo i luoghi della salute del cervello', il progetto nazionale ideato e promosso da Lundbeck Italia per contribuire all’umanizzazione degli ambienti dedicati alla salute del cervello. L'iniziativa ha portato al rinnovo della sala d’attesa e della sala ricreativa del Centro di salute mentale cittadino. Per inaugurare le nuove sale del Csm di Teramo è stata organizzata una conferenza stampa alla presenza delle istituzioni locali e regionali. 

Partito da Milano nel 2024 con l’ambizione di percorrere l’Italia - informa una nota - il progetto rinnova l’impegno di Lundbeck Italia come partner delle neuroscienze, al fianco di medici, pazienti, caregiver e Istituzioni, attraverso interventi concreti realizzati insieme alle strutture sanitarie e costruiti a partire dalle loro specifiche esigenze. Anche i luoghi, infatti, sono parte integrante del percorso di cura: spazi confortevoli, funzionali e pensati per chi li vive ogni giorno possono infatti favorire una diversa esperienza della cura, non solo per i pazienti e i loro familiari, ma anche per gli operatori sanitari. Il progetto ha accolto le opere del concorso People in Mind, concorso di arti grafiche promosso da Lundbeck Italia per sensibilizzare la società sul superamento di stigma e pregiudizi attraverso il linguaggio universale e inclusivo dell’arte. Lo scopo è rendere non solo più accogliente il luogo di cura, ma anche maggiormente adatto alle attività che vi si svolgono quotidianamente. La valutazione dell’efficacia del progetto viene svolta grazie alla diffusione di una survey scientifica pre e post intervento. 

"Quando parliamo di sanità, spesso ci concentriamo sulle tecnologie, sulle terapie, sui protocolli. Sono fondamentali – dichiara Maurizio di Giosia, direttore generale Asl di Teramo –, ma la medicina più antica e più potente passa sempre attraverso la relazione umana e l’accoglienza. Questo progetto non è un semplice intervento di arredo o di tinteggiatura, è un atto di profondo rispetto umano e si inserisce perfettamente in una visione che la Asl di Teramo porta avanti con convinzione e continuità da molto tempo: porre la persona al centro dell’assistenza. E questo vale doppio nella salute mentale, dove la vulnerabilità emotiva e lo stigma spesso pesano quanto la malattia stessa. L'umanizzazione della cura per la nostra Azienda non è uno slogan, ma un impegno quotidiano che si declina in tante forme concrete su tutto il territorio. Oggi, con 'Coloriamo i luoghi della salute del cervello', aggiungiamo un tassello fondamentale a questo mosaico". 

 

"Il luogo in cui si cura fa parte della cura – sottolinea Domenico De Berardis, direttore del Dipartimento salute mentale dell’Asl di Teramo –. La letteratura sugli ambienti terapeutici documenta che luce, colore, qualità acustica e cura degli spazi incidono sui livelli di ansia e di stress, sulla percezione di sicurezza e sulla qualità della relazione tra pazienti e operatori. In psichiatria questo pesa ancora di più, perché chi varca la soglia di un Centro di Salute Mentale porta con sé sofferenza, timore del giudizio e spesso anni di esitazione prima di chiedere aiuto. Oggi i Dipartimenti di Salute Mentale seguono circa 845 mila persone, una quota ridotta rispetto a quanti convivono con un disturbo mentale. Il ritardo nell'accesso alle cure peggiora la prognosi, e ridurre questa distanza significa anche offrire servizi in cui le persone si sentano accolte e non stigmatizzate. Accogliere bene fin dal primo contatto favorisce l'aggancio, l'alleanza terapeutica e la continuità della presa in carico, che sono tra i determinanti più solidi dell'esito clinico. Uno spazio luminoso e dignitoso dice al paziente che è una persona prima ancora che una diagnosi, e dice agli operatori che il loro lavoro ha valore. Per questo il Dipartimento è la Asl di Teramo hanno accolto con convinzione un progetto che ha anche il merito di misurare i propri effetti con una valutazione prima e dopo l'intervento. Umanizzare i servizi è una scelta clinica, non soltanto estetica". Il Centro di salute mentale di Teramo - si legge - rappresenta un presidio territoriale chiave per l’intero comprensorio: servendo la città e altri 12 Comuni dell’hinterland, si affianca agli altri quattro Csm operativi nella provincia, per garantire una capillare risposta assistenziale. 

"La nostra struttura accoglie ogni anno centinaia di utenti di età compresa prevalentemente tra i 18 e i 75 anni, con una minore incidenza degli over 65 – spiega Luigi Olivieri, direttore del Centro salute mentale di Teramo –. Le problematiche maggiormente riscontrate riguardano i disturbi dell’umore e d’ansia, la schizofrenia, i disturbi di personalità con, in tempi recenti, un incremento dei quadri legati all’autismo nell’adulto. L’accesso avviene principalmente tramite i medici di medicina generale o a seguito di dimissioni dall’ambito ospedaliero, ma registriamo anche invii da parte dei servizi territoriali e delle forze dell’ordine. Sempre più spesso i disturbi dell’umore derivano da criticità ambientali e sociali, come la mancanza di lavoro o le difficoltà di inserimento, nonché dall’abuso di sostanze stupefacenti: collaboriamo infatti strettamente con il SerT per prevenire l’esordio di psicosi. I dati confermano un bisogno costante: nel 2025 abbiamo registrato 700 nuovi ingressi e nei primi nove mesi del 2026 siamo già a quota 570. Gli accessi sono molti: portare il tema della prevenzione basata sugli stili di vita tra i giovani, per esempio in scuole e università, potrebbe contribuire a cambiare le cose. Coloriamo i luoghi della salute del cervello è un progetto che può davvero aiutarci a combattere lo stigma che, purtroppo, ancora oggi porta a considerare emarginato chi si rivolge alla psichiatria. Superare l’immagine storica di ambienti angusti o poco accoglienti significa restituire dignità ai pazienti e offrire loro un contesto sereno che riduce l’ansia e favorisce il percorso di guarigione".  

"Con 'Coloriamo i luoghi della salute del cervello' vogliamo tradurre in un gesto concreto un principio che guida il nostro impegno: mettere le persone al centro significa guardare non soltanto alla malattia, ma all’intera esperienza di cura – dichiara Tiziana Mele, Amministratore Delegato di Lundbeck Italia –. Rendere un luogo più accogliente e funzionale può sembrare un intervento semplice, ma significa contribuire a cambiare il modo in cui la cura viene vissuta da pazienti, familiari e professionisti sanitari. La tappa di Teramo rappresenta un tassello di un percorso che stiamo portando avanti in diverse città italiane e che racconta il nostro modo di essere partner delle neuroscienze: lavorare al fianco di istituzioni, professionisti sanitari, pazienti e caregiver per contribuire, oltre alle terapie, a una cultura della salute del cervello sempre più attenta alla persona e libera dallo stigma.” L'inaugurazione ha visto la partecipazione dei vertici della sanità locale e regionale, tra cui Maurizio Brucchi (direttore Agenzia sanitaria regionale), Carlo D’Ugo (direttore sanitario Asl Teramo) e Franco Santarelli (direttore amministrativo Asl Teramo). 

 

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