Torino, 21 ottobre 2026 – L’occupazione cresce, ma la popolazione diminuisce. Aumentano le entrate contributive, mentre pensioni e sostegno alle famiglie raggiungono una parte consistente dei cittadini. È il quadro che emerge dal Rendiconto Sociale Regionale INPS Piemonte 2025, presentato a Torino, nella Sala Piemonte del Centro Congressi dell’Unione Industriali, in via Vela 17: una fotografia del territorio che mette insieme lavoro, previdenza e bisogni sociali.
A illustrare i dati è stato Vincenzo Ciriaco, Direttore regionale INPS del Piemonte, delineando il quadro del lavoro, della previdenza e del sostegno sociale nella regione.
Non solo un bilancio dell’attività dell’Istituto: il Rendiconto mette i dati a disposizione del Comitato Regionale, delle istituzioni, delle parti sociali e dei cittadini per leggere i cambiamenti del Piemonte e orientare le scelte. Al centro, il ruolo dell’INPS nella protezione sociale e nell’accesso ai diritti, lungo tutte le fasi della vita.
Il dato regionale offre la cornice, ma sono le singole province a restituire tutti i volti del Piemonte. Dare voce ai territori, come è avvenuto nell’incontro di oggi, significa affiancare al risultato complessivo le specificità locali: dinamiche del lavoro, bisogni sociali e domanda di servizi che non sono uguali ovunque. Una lettura che va oltre le medie e avvicina i numeri alla vita dei cittadini.
La sfida demografica resta aperta. Il Piemonte conta 4.251.868 residenti: il 51,1% sono donne e il 26,9% ha almeno 65 anni, contro il 24,7% nazionale. Nel 2024 il saldo tra nascite e decessi è negativo per 28.148 persone. Il saldo migratorio positivo di 12.674 persone compensa solo in parte la diminuzione: il saldo demografico complessivo è di -15.474. La speranza di vita alla nascita raggiunge 85,5 anni per le donne e 81,5 per gli uomini.
Dal lavoro arrivano segnali di crescita. Nel 2025 le assunzioni sono 455.517, a fronte di 440.387 cessazioni. Il tasso di occupazione sale dal 66,3% del 2022 al 68,9%; la disoccupazione si attesta al 6,0% e l’inattività scende al 26,5%. Restano però distanti le retribuzioni: nel settore privato la media giornaliera è di 115,7 euro per gli uomini e di 84,9 euro per le donne.
In aumento anche il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel 2025 i beneficiari di prestazioni legate alla cessazione del rapporto di lavoro sono 193.571: 177.726 per NASpI, 13.682 per disoccupazione agricola e 2.163 per DIS-COLL, in crescita rispetto ai 190.712 del 2024. La Cassa Integrazione Guadagni registra 13.532.626 ore utilizzate, contro le 12.551.278 del 2024 e le 9.058.834 del 2022. I beneficiari di ammortizzatori sociali per sospensione del rapporto di lavoro sono 81.856, dato sostanzialmente in linea con il 2024 e superiore ai 71.616 del 2022.
Sono 1.212.947 i pensionati piemontesi: 638.571 donne e 574.376 uomini. Nel 2025 le pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS) vigenti sono circa 1,4 milioni, mentre le nuove pensioni previdenziali liquidate sono 61.804. Gli importi medi del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti risultano generalmente superiori a quelli nazionali. Diminuiscono le domande accolte per Opzione Donna e Quota 103; aumentano invece, rispetto al 2024, le certificazioni accolte per APE Sociale, Lavoratori Precoci e Lavori Usuranti. Ampia anche la platea del sostegno sociale. L’Assegno Unico raggiunge 422.899 nuclei beneficiari a domanda nel 2025.
Nell’anno sono state accolte 33.721 domande di Assegno di Inclusione e 5.288 di Supporto per la Formazione e il Lavoro. Le prestazioni di invalidità civile vigenti sono 179.985: 129.796 indennità di accompagnamento e 50.189 pensioni di invalidità civile. Le domande di invalidità civile definite sono 199.526.
Quasi 180 mila prestazioni in essere e circa 200 mila domande definite: i numeri dell’invalidità civile danno la misura dei servizi su cui si innesta la riforma della disabilità. Il Rendiconto fotografa i risultati del 2025, anno in cui la sola provincia di Alessandria è stata inserita nella sperimentazione dal 1° ottobre; per la sua rilevanza, è però opportuno richiamare il percorso di riforma, che troverà spazio nella prossima edizione. La conclusione della sperimentazione è prevista per il 31 dicembre 2026, con l’entrata a regime del nuovo sistema su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027. Avviata con la legge delega 227/2021 e il decreto legislativo 62/2024, la riforma punta a rendere più semplice il percorso di riconoscimento della disabilità e l’accesso ai sostegni. Al centro non c’è soltanto la condizione sanitaria, ma la persona, con le sue aspirazioni e il contesto in cui vive: l’obiettivo è favorire autonomia e partecipazione. La sfida è tradurre il cambiamento in servizi più accessibili e tempestivi. Serviranno risorse professionali adeguate per affrontare la carenza di personale medico e una collaborazione stretta tra INPS, istituzioni territoriali, Patronati, associazioni e servizi sociali. È su questo terreno che si misureranno i risultati della sperimentazione. Sul fronte delle entrate, i contributi ordinari delle aziende Uniemens superano i 10,7 miliardi di euro, in crescita dell’11,4% sul 2024. Il recupero crediti in fase amministrativa passa da 408 a 552 milioni di euro. La quota di DURC irregolari si ferma al 10,4%, al di sotto del 14,3% nazionale. Cresce la richiesta di consulenza specialistica: le prenotazioni di II livello raggiungono quota 40.924 nel 2025. Accanto alle sedi e ai punti di servizio dell’Istituto, la rete territoriale conta 498 sportelli di Patronato e 183 CAF. A garantire i servizi sono 1.217 dipendenti INPS in Piemonte, contro i 1.263 del 2024, con un’età media di 51,7 anni.
Ad arricchire il confronto sono state le voci delle istituzioni e delle parti sociali, riunite nella sessione «Uno sguardo condiviso sul Piemonte. Territorio, istituzioni e prospettive»: Claudia Porchietto, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte; Michela Favaro, Vice Sindaca del Comune di Torino; Chiara Maffè, per l’intervento unitario CGIL-CISL-UIL; e Massimo Richetti, Vicedirettore dell’Unione Industriali Torino. Punti di osservazione diversi che hanno affiancato alla lettura dei dati il confronto sui bisogni del territorio e sulle prospettive del welfare piemontese. A raccordare le realtà provinciali con il quadro complessivo, il contributo di Antonio Cerabona, Presidente del Comitato regionale INPS Piemonte, nella sezione «Dai territori alla dimensione regionale».
“Il sistema socioeconomico del Piemonte nel suo complesso ha tenuto – ha sintetizzato il Direttore regionale Vincenzo Ciriaco – anche grazie all’impegno di un Istituto costantemente al fianco dei cittadini per intercettarne e soddisfarne i bisogni. Non sono mancate le difficoltà, legate in particolare alle fragilità di alcuni settori industriali e all’invecchiamento della popolazione, ma la capacità delle Istituzioni del territorio di fare squadra ne ha mitigato gli effetti. In tale contesto, l’INPS continuerà a impegnarsi quotidianamente per garantire l’erogazione tempestiva delle prestazioni, anche grazie alla collaborazione tra le strutture dell’Istituto.”
A chiudere i lavori è stata Valeria Vittimberga, Direttore generale dell’INPS: una conclusione di rilievo nazionale per una giornata dedicata al Piemonte, che ha portato al centro del confronto i risultati regionali e le specificità delle singole province.
“Il Piemonte è una regione con una straordinaria tradizione industriale, un tessuto produttivo solido e una grande capacità di innovazione. Il tasso di occupazione, vicino al 69%, è significativamente superiore alla media nazionale.
Ma è anche una regione che sta attraversando trasformazioni profonde. Penso alle difficoltà della filiera automobilistica torinese e del tessile biellese, ma soprattutto alla sfida demografica: una popolazione che invecchia e una natalità che fatica a compensare il ricambio generazionale.
La grande sfida del Piemonte è riuscire a coniugare la trasformazione del suo modello produttivo con la tenuta sociale dei territori, valorizzando il lavoro, le competenze e creando opportunità per i giovani e le famiglie.
Il welfare deve accompagnare questo cambiamento, perché la sostenibilità non è soltanto quella dei sistemi economici e previdenziali: è anche la possibilità per ogni persona di costruire il proprio futuro con sicurezza e fiducia.”
Dai numeri al confronto sulle risposte da dare al territorio: è questo il valore del Rendiconto. Rendere pubblici i risultati significa individuare le priorità, misurare ciò che funziona e riconoscere gli ambiti in cui migliorare, costruendo scelte condivise per servizi più efficaci.
Un percorso che si fonda sulla collaborazione con enti locali, rappresentanze sindacali e datoriali, Patronati, CAF, associazioni, università e Terzo settore. A questa rete e al personale dell’INPS Piemonte va il ringraziamento per il lavoro quotidiano che trasforma norme e risorse in diritti concretamente accessibili ai cittadini.





