Varallo-Civiasco - 07 novembre 2026, 19:33

Varallo, otto volumi antichi della Biblioteca Farinone-Centa restituiti al loro splendore dopo il restauro

Varallo, otto volumi antichi della Biblioteca Farinone-Centa restituiti al loro splendore dopo il restauro

Varallo, otto volumi antichi della Biblioteca Farinone-Centa restituiti al loro splendore dopo il restauro

Nel 2025 la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo aveva presentato domanda a seguito dell’Avviso Pubblico Legge regionale 1 agosto 2018, n. 11 “Disposizioni coordinate in materia di cultura” art. 21, inviando un progetto per la realizzazione di interventi di conservazione, catalogazione e digitalizzazione dei beni librari di interesse culturale.

Il progetto, che riguardava il restauro conservativo di otto volumi di particolare pregio bibliografico, appartenenti al nucleo più antico dei fondi librari, proveniente in parte dal convento di Santa Maria delle Grazie, era stato approvato ottenendo un contributo regionale di 5000 €, integrato dal Comune con € 2991.

Tra i volumi scelti per il restauro, che saranno presentati sabato 14 novembre 2026, alle ore 10.30, nella Sala conferenze della Biblioteca, ricordiamo un’edizione del 1616, in pessimo stato di conservazione, de: La Piazza Universale di tutte le professioni del mondo e nobili e ignobili, nuovamente formata et posta in luce da Thomaso Garzoni da Bagnacavallo, che a suo tempo ebbe fama europea. Di questo volume in Biblioteca è conservata anche l’edizione ripubblicata da Einaudi nel 1996, a cura di Paolo Cherchi e Beatrice Collina, in edizione annotata, che svela le fonti della sapienza garzoniana: una erudizione rubata a man bassa da altri libri e riversata nei suoi capitoli un po' alla rinfusa, come riempitivo che dà nell'occhio e intimidisce il lettore. Gianni Celati definì quest’opera: “Un panorama di parole, di figure, di maschere, di attività, di abitudini, di vizi, di aneddoti sparsi, che dà un'impressione simile a quella dei quadri di Brueghel: d'uno sparso brulichio in una piazza enorme dove tutti convengono a recitare a loro parte, gesticolare e chiacchierare e far spettacolo. Uno spazio che non ha un centro perché in ogni direzione spuntano altri spettacoli, mestieri, chiacchiere, giochi… La Piazza Universale parla di tutti i mestieri immaginabili. Non soltanto delle professioni serie, del retore, del filosofo, dell'architetto, dell'avvocato, del musico, del pittore, ma anche e soprattutto dei mestieri che si dicevano "meccanici": fabbri, sarti, tessitori, fornai, muratori, lanaioli, levatrici, barbieri, vasai, tintori, intagliatori, pescatori, asinari, caprari, osti, etc. E inoltre di attività sociali non moralizzate, come quelle delle meretrici, dei puttanieri, dei giocatori d'azzardo, dei banditi, degli sgherri, dei ciarlatani, dei maldicenti, degli oziosi di piazza, e perfino degli innamorati. E infine dei mestieri loschi, mescolati più o meno con l'imbroglio, decisamente aggrediti dalla sferza di Garzoni, degli alchimisti, degli astrologi, degli esorcisti, degli indovini, dei maghi… E’ un libro etnografico, a cui hanno fatto ricorso studiosi di teatro, studiosi dei costumi, studiosi della lingua, folkloristi, per trovare notizie su abitudini dimenticate da secoli”.

Un altro volume molto interessante in questo ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, che fece della jucunditas (traducibile dal latino come "giocondità", "letizia" o "gioia”, non certo intesa come semplice allegria superficiale, ma come profonda categoria teologica ed esistenziale) uno dei pilastri fondamentali della sua spiritualità, è un testo del Cardinal Federico Borromeo (1564–1631) arcivescovo di Milano e fondatore della Biblioteca Ambrosiana: Federici Borromaei, De Christianae Mentis iucunditate Libri Tres, un trattato di carattere spirituale e filosofico-teologico dedicato alla gioia, alla serenità e al diletto interiore dell'animo cristiano, tema caro alla riflessione ascetica e umanistica del Borromeo, pubblicato postumo nel 1632, presso la Tipografia del Collegio Ambrosiano di Milano. Anche questo volume si presentava in pessime condizioni: senza coperta, la cucitura era su tre nervi che si presentavano spezzati, i capitelli erano assenti, era presente un foro in corrispondenza della testa e del piede su quasi tutto il volume. Le ultime carte erano compattate tra di loro ed erano inoltre presenti strappi, lacune e pieghe.

I volumi da restaurare erano stati scelti in base alle condizioni di conservazione, all’importanza in rapporto ai diversi fondi bibliografici e alle potenzialità di consultazione da parte di studiosi e studenti frequentanti il corso di laurea in Conservazione dei beni culturali, attivato a Vercelli presso l’Università del Piemonte Orientale.

Il progetto di restauro conservativo, con caratteristiche di completa reversibilità, redatto da Bottega Fagnola s.a.s. di Torino (un laboratorio artigianale dove lavora e collabora uno staff di artigiani specializzati nei diversi ambiti, dotati di sensibilità e preparazione artistica, che conoscono l’evoluzione secolare del libro e dei materiali che lo compongono e sono in grado di armonizzare queste conoscenze con l’utilizzo delle nuove tecnologie) era stato autorizzato da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta, ed era iniziato il lungo e complesso lavoro di restauro.

I volumi sono stati riconsegnati a fine ottobre 2026 con alcune indicazioni per la loro corretta conservazione, che corrispondono alle condizioni attuali della Sala delle Edizioni rare e di pregio, situata all’ultimo piano di Palazzo Racchetti, che ospita anche una parte della ricca collezione di opere artistiche donate dal dottor Mario Remogna.

In occasione della presentazione i volumi saranno esposti in Sala Conferenze, per raccontarne l’importanza culturale e mostrare come questi interventi abbiano contribuito ad una dignitosa presentazione dei singoli esemplari, ma soprattutto abbiano garantito la futura fruibilità. La restauratrice Paola Fagnola, che si occupa del settore restauro della Bottega Fagnola a Torino, è docente nelle scuole di restauro, e ha collaborato con il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, illustrerà nei dettagli i delicati interventi eseguiti.

 

Piera Mazzone

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