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POLITICA | 18 aprile 2021, 10:09

«Indietro non si torna»: alla Piastra flash mob in difesa dell'aborto

La manifestazione contro la norma regionale che apre la strada alle associazioni pro-vita nei consultori

«Indietro non si torna»: alla Piastra flash mob in difesa dell'aborto

“Giù le mani dalla 194": manifestazione contro l'ingresso delle associazioni pro-vita nei consultori e in difesa dell'aborto, sabato mattina, davanti alla Piastra. In silenzio, mostrando solo i cartelli preparati per l'occasione, i rappresentanti delle moltissime sigle - dalla Cgil alla vasta galassia delle associazioni femministe e movimentiste - hanno sfilato per ricordare che "indietro non si torna" e che la sanità pubblica dev'essere laica. Uomini e donne uniti nella difesa di quello che è stato un caposaldo nella battaglia per i diritti delle donne e che, con il passare del tempo, viene sempre più spesso messo in discussione, come è stato ricordato nel breve documento letto alla fine da Narciso Mior.

«Regioni come il Piemonte, il Veneto, le Marche, l’Umbria, l’Abruzzo e il Friuli stanno realizzando un disegno politico repressivo, rendendo le procedure per l'accesso all’aborto sempre più complesse, ampliando l'obiezione di coscienza, istituendo vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della RU486 e divulgando, attraverso gli stessi enti pubblici, una propaganda antiabortista - si può leggere nel documento -. In questo modo, la Regione Piemonte ostacola ancora di più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza perché, sebbene formalmente la Legge 194 consenta il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, complice la burocrazia e la carenza di personale medico nelle Asl. 

I consultori, che penano per i pochi finanziamenti e la riduzione di personale, hanno un ruolo importante sui territori e devono tornare a essere luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni e scelte sessuali, e soprattutto accessibili».

Tra i presenti al flash mob, promosso da CGIL Vercelli Valsesia, Coordinamento Donne SPI CGIL Vercelli Valsesia, UIL Vercelli, UIL PO e Diritti, Arci Vercelli Biella Alto Canavese, Arci Gay Rete Donne Transfemminista, Se Non Ora Quando-Vercelli, Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, Il Groviglio Associazione LGBT, anche il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Alberto Fragapane, e l'ex assessore alle Politiche sociali della giunta Forte, Mariella Moccia.

redazione Vercelli

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