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Valsesia motori | 24 luglio 2021, 11:38

Guidare un’auto elettrica: l’esperienza di Flavio Marchisotti e la sua Citroën ë–C4

Guidare un’auto elettrica: l’esperienza di Flavio Marchisotti e la sua Citroën ë–C4

Guidare un’auto elettrica: l’esperienza di Flavio Marchisotti e la sua Citroën ë–C4

Cresce il mercato dell’auto elettrica e arrivano le prime condizioni dall’Unione Europea; la sfida per l’elettrificazione delle auto entro il 2035, parte del pacchetto di misure per il clima e l’ambiente “Fit for 55” che propone l’estromissione dal mercato delle auto inquinanti. L’auto elettrica oggi è una realtà costituita da modelli sempre più performanti, tecnologici e a lunga percorrenza. Sempre più automobilisti stanno transitando verso questo mondo e chi compie il grande passo dichiara di non voler tornare indietro.

È il caso di Flavio Marchisotti, 58anni, di professione consulente energetico, oggi convinto guidatore di una Citroën ë-C4, che abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza e le sue emozioni di guida. “Sono quattro mesi che guido la mia ë-C4 – racconta Marchisotti – e posso dire che chi rinnega ancora l’auto elettrica non ha ben chiara la direzione in cui si sta andando. Capisco che non sia facile per un automobilista, anche perché prima di procedere all’acquisto bisogna fare delle valutazioni che, nel mio caso, erano imposte dal lavoro: il consulente energetico. Ho parlato con Bruno Viotti e ho provato i vari modelli in circolazione. Ci sono tante offerte interessanti ma la C4 mi ha colpito per la il suo design: interni spaziosi, comfort di guida e una percorrenza, in base alle batterie, che poteva fare al caso mio”.

Lei gira molto, cosa cerca in un’auto oggi?

Per uno come me che percorre tanti chilometri la tecnologia è molto importante. Ad esempio la sicurezza attiva e passiva e soprattutto un sistema stabile che permetta di fare chiamate, inviare messaggi, rispondere, senza togliere le mani dal volante e senza perdere la connessione.

La sua “vita in auto” è cambiata dopo il passaggio al motore elettrico?

Nettamente migliorata sotto ogni aspetto: comfort, assenza rumori, vibrazioni, frenata rigenerativa, prestazioni. Fare un sorpasso non è assolutamente un problema.

Parliamo dei due fattori che tengono banco nella discussione e alimentano lo scetticismo. In prima battuta, la ricarica. Lei cosa risponde?

Prima di tutto un’auto elettrica va provata e va detto che è poco più di un anno che ci sono in commercio dei veri e propri modelli utilizzabili. Oggi sono performanti, comodi e con batterie che permettono percorrenze di tutto rispetto e che possono soddisfare un professionista sempre in viaggio come me. Nell’immaginario collettivo c’è lo scoglio della ricarica, ma nulla di più infondato. Ricordo che l’80% degli utenti in Europa ricaricano a casa, in ufficio o tramite la rete di colonnine elettriche che si sta espandendo sempre di più. Calcolando i miei quattro mesi con una media di 250 km al giorno problemi non ne ho riscontrati. Io stesso essendo consulente energetico di Repower ho installato i pannelli solari grazie agli incentivi statali e normalmente ricarico di notte o quando l’auto è ferma. Va da sé che quando sono in emergenza mi appoggio alle colonnine, ad esempio in pausa pranzo o nei tempi morti.

L’altro fattore sul quale effettivamente bisogna ragionare è il costo.

Effettivamente i costi sono alti ma con gli incentivi statali che ci sono stati e penso torneranno l’acquisto diventa interessante; ma attenzione: la vera valutazione va fatta in base ai chilometri che vengono percorsi annualmente perché è lì che scattano le vere sorprese. Rispetto ad un’auto a motore termico i costi sono quasi totalmente abbattuti .Bisogna poi tener conto del notevole abbassamento dell’RC, delle spese di tagliando, del fatto che nella maggior parte delle città si può entrare in centro e in alcune aree il parcheggio è gratuito.

Qual è il messaggio finale per un automobilista medio?

Prima di tutto valutare l’uso dell’auto in base alle proprie esigenze e, ovviamente, la possibilità di ricaricare in casa, non facile per tutti. Calcolando anche che dopo la pandemia molte cose sono cambiate e, per quanto mi riguarda, ho diminuito il numero di chilometri annuali.

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