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Turismo | 20 agosto 2021, 08:57

Al Passo di Mondelli per ricordare gli “spalloni”

La commemorazione è stata organizzata con la collaborazione del Cai

Al Passo di Mondelli per ricordare gli “spalloni”

Al Passo di Mondelli per ricordare gli “spalloni”

Si è rinnovato ieri (martedì 17 agosto), al Passo Mondelli, il ricordo degli spalloni, dei finanzieri e dei doganieri elvetici che hanno caratterizzato il periodo del contrabbando sui monti anzaschini.

La commemorazione al Passo Mondelli (2830 m), coordinata dalla Sezione CAI di Macugnaga, ha visto la celebrazione della S. Messa da parte di don Alessandro, attuale coadiutore presso la parrocchia di Macugnaga.

“Spalloni e non contrabbandieri” sosteneva don Severino Cantonetti (lo storico parroco degli spalloni), promulgatore della cappelletta eretta al Passo Mondelli a perenne ricordo di un'epoca che ha segnato la vita di intere famiglie della Valle Anzasca.

Gigi Martini, spallone recentemente scomparso ricordava: «A volte sulla ripida bocchetta di Cortenero ci tenevamo a braccetto, tutti insieme, perché la tormenta non ci soffiasse via. Altre volte, dallo sbarramento della diga di Mattmark, valicando i 2835 metri del Passo di Antigine, attraverso l'aspra valle del Troncone e le desolate bocchette di Laricetto, Trivera, Mottone, Salarioli e evitando i pascoli di Casonotto, Lombraoro, Lareccio, Colma, Prer, Drocala, giungevamo, in nove ore, a Castiglione dove depositavamo la bricolla di 30 chilogrammi».

Un lavoro illecito che però ha contribuito al sostentamento di molte famiglie. Un “mestiere” faticoso, gli spalloni portavano sulle spalle la voluminosa e pesante bricolla attraverso la montagna restando lontani dai sentieri e spesso in condizioni sfavorevoli e disagiate.

Dall’altra parte c'erano i finanzieri che cercavano di contrastare quell’illecita attività.

redazione Ossola

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