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CRONACA | 30 novembre 2025, 12:25

Dal Nord-ovest, Caos nel carcere di Torino: incendi, devastazioni e telefoni cellulari

Dal Nord-ovest, Caos nel carcere di Torino: incendi, devastazioni e telefoni cellulari

Dal Nord-ovest, Caos nel carcere di Torino: incendi, devastazioni e telefoni cellulari

Nuovi gravi episodi hanno interessato la Casa Circondariale di Torino, dove, negli ultimi giorni, si sono verificati tre distinti eventi che hanno coinvolto detenuti del Padiglione B. A denunciarlo è l’Osapp, il sindacato degli agenti di Polizia Penitenziaria.

Secondo la ricostruzione, un detenuto italiano avrebbe dapprima appiccato il fuoco all’11ª sezione del Padiglione B e, in un’escalation di violenza, avrebbe poi devastato parte dei locali, rendendoli inagibili e generando panico tra le persone presenti. L’incendio ha reso necessaria l’evacuazione immediata dell’intera sezione per mettere in sicurezza gli altri detenuti. Il sindacato sottolinea che l’intervento tempestivo del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze ben più gravi e permesso di riportare la situazione sotto controllo.

Il giorno successivo, il 28 novembre, nello stesso padiglione un altro detenuto italiano è stato sorpreso con uno smartphone perfettamente funzionante, dotato di applicazioni e servizi attivi. Un episodio che, denuncia l’Osapp, conferma la crescente criticità legata all’ingresso illecito di telefoni cellulari negli istituti penitenziari. Sempre al Padiglione B, nella notte del 30 novembre, è stato rinvenuto un secondo telefono cellulare.

“Da tempo denunciamo che le carceri italiane sono diventate veri e propri call center illegali, nei quali la presenza di telefoni cellulari alimenta traffici, violenze e collegamenti con l’esterno”, afferma il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci. “La violenza è in costante aumento e la popolazione detenuta è sempre più aggressiva, mettendo a rischio l’incolumità di tutti”.

Beneduci aggiunge inoltre che solo “grazie al coraggio, alla prontezza e alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria – personale lasciato completamente solo a fronteggiare episodi così drammatici – si riescono ancora a salvare vite umane. Siamo abbandonati dalla politica e dalle istituzioni e servono provvedimenti immediati per garantire sicurezza, strumenti adeguati e organici sufficienti”.

Dalla Redazione di Torino, G. Ch.

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