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ATTUALITÀ | 02 gennaio 2026, 06:50

Saldi invernali 2026, si parte: affari sì, ma con cautela, la guida agli acquisti

Tutto quello che c’è da sapere su avvio, diritti dei consumatori e prezzi trasparenti

Saldi invernali 2026, si parte: affari sì, ma con cautela, la guida agli acquisti

Saldi invernali 2026, si parte: affari sì, ma con cautela, la guida agli acquisti

Ci siamo. Domani a Biella, come nel resto del Piemonte, parte la corsa all'affare. L’avvio dei saldi invernali 2026 è fissato per sabato 3 gennaio nella maggior parte delle Regioni italiane. Uniche eccezioni la Valle d’Aosta dove gli sconti partiranno già oggi venerdì 2 gennaio, mentre in Alto Adige l’inizio è programmato per giovedì 8 gennaio.

La data del 3 gennaio è stabilita in conformità agli Indirizzi unitari delle Regioni sull’individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione, approvati il 24 marzo 2011. Le linee guida prevedono che i saldi inizino nel primo giorno feriale antecedente l’Epifania; qualora tale giorno coincida con un lunedì, l’avvio viene anticipato al sabato precedente.

Ma come procedere ad un acquisto consapevole e sicuro? ecco qualche regola per effettuare acquisti durante i saldi in modo chiaro e tutelato, secondo le indicazioni di Federazione Moda Italia-Confcommercio e Confcommercio Imprese per l’Italia:

Cambi: la sostituzione di un articolo acquistato in saldo non è obbligatoria ed è generalmente a discrezione del commerciante, salvo il caso in cui il prodotto presenti difetti o non sia conforme. In tali situazioni, come previsto dal Codice del Consumo (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206), il venditore è tenuto a riparare o sostituire il bene; qualora ciò non fosse possibile, deve procedere con la riduzione del prezzo o il rimborso. Il consumatore ha l’obbligo di segnalare il difetto entro due mesi dalla scoperta.

Prova dei capi: non esiste un obbligo di consentire la prova degli articoli; anche in questo caso la decisione spetta al negoziante.

Pagamenti: i commercianti sono tenuti ad accettare le carte di credito e a favorire i sistemi di pagamento elettronici.

Merce in saldo: gli articoli proposti devono essere stagionali o di moda e soggetti a un rapido deprezzamento qualora non vengano venduti entro un determinato periodo.

Indicazione dei prezzi: è obbligatorio indicare il prezzo originario, lo sconto applicato e il prezzo finale. In base al D.lgs. 26/2023, il prezzo di riferimento deve corrispondere al più basso praticato nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi. Nelle Regioni dove sono consentite vendite promozionali durante tutto l’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima dei saldi (Calabria, Puglia e Valle d’Aosta), lo sconto deve essere calcolato sul prezzo dell’ultima promozione effettuata.

Attenzione poi, diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova. Un consiglio utile è poi quello di cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, e valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali, per esempio, costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa sempre comprare un prodotto di qualità.

I saldi invernali 2026 non segneranno però l’atteso rilancio dei consumi e, al contrario, rischiano di tradursi in una forte delusione per i commercianti sul fronte del fatturato, complice la ridotta capacità di spesa delle famiglie dopo le festività natalizie e un anno segnato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi. È quanto emerge dalle stime del Codacons sull’andamento degli sconti di fine stagione.

Secondo l’associazione, i budget degli italiani risultano già fortemente compromessi dalle spese sostenute tra Natale, Vigilia e Capodanno, che hanno aggravato un deficit generato dagli aumenti registrati nel corso del 2025 su beni alimentari, energia e trasporti. 

"Non ci attendiamo alcuna impennata delle vendite", spiega il Codacons. "Far partire gli sconti a ridosso delle festività natalizie e di Capodanno è una scelta quasi suicida, perché i portafogli degli italiani risultano già svuotati dalle spese per regali, pranzi e cenoni. A questo si aggiunge, quest’anno più che mai, l’effetto Black Friday: quattro giorni di sconti speciali che hanno spinto molti consumatori ad anticipare acquisti che tradizionalmente sarebbero stati effettuati durante i saldi".

"Infine – conclude il Codacons–  a decretare la crisi delle vendite di fine stagione contribuisce in modo determinante il commercio online, che grazie a promozioni valide tutto l’anno continua ad attrarre un numero crescente di cittadini, sottraendo ulteriori quote di mercato ai negozi tradizionali".

s.zo.

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