A soli due mesi dalla morte dell’amatissimo figlio, il 15 gennaio è mancata la signora Pia Toietti, vedova Furno Marchese, nata a Scopa il 30 maggio 1954. La vita per alcune persone è molto ingrata: quando si dice che un lutto può spezzare il cuore non è solo un’immagine, un'esperienza di dolore profondo può avere effetti reali sulla salute fisica e mentale, manifestandosi con sintomi simili all'infarto: i cardiologi giapponesi l’hanno definita sindrome di Takotsubo o crepacuore. Ricoverata in ospedale per accertamenti giovedì mattina, Pia si è spenta in tarda serata: il suo cuore non ha retto. Tra i dolori perdere un figlio certamente è quello più insopportabile, perché innaturale: non si era mai ripresa, il suo sguardo era sempre altrove, si rianimava solo alla vista dei bambini. La Messa funebre è stata celebrata nella Collegiata di San Gaudenzio il giorno successivo alla celebrazione della festa del santo patrono: Don Roberto Collarini ha ricordato le molte prove cui fu sottoposta, e, indicando l’olivo a lato della statua del Santo vescovo, ha invitato tutti a cercare la Pace: “Questa fragile pianta, che fatica ad attecchire, ma poi è tenace e sviluppa radici e tronchi che possono diventare secolari, è un simbolo di quella forza che dà un senso alla vita”. Pia ha accolto in Biblioteca e in chiesa è stata accolta da numerose Persone, dal Sindaco e da alcuni membri dell’Amministrazione Comunale, dal Personale della Biblioteca e dai volontari, mentre le navate si colmavano con le note dell’organo suonato da Giacomo Gagliardini. La Signora Pia è stata Custode della Biblioteca per più di un quarto di secolo: in questi lunghi anni i suoi due figli erano cresciuti, il marito Mauro era scomparso, aveva avuto la gioia di un adorato nipotino. Voglio ricordarla in un momento sereno: il 10 giugno 2025, anniversario del Millennio di Varallo, quando nel Cortile d’Onore della Biblioteca, con tutti i Volontari, ricevette un diploma consegnato dal Prefetto di Vercelli, il suo sguardo era orgoglioso, si sentiva parte di quella grande istituzione culturale rappresentata dalla Biblioteca di Varallo, in cui chi lavora e chi offre il proprio tempo e le proprie competenze in modo gratuito e disinteressato, non è un numero, ma una Persona, riconosciuta e valorizzata. Amava i fiori e accudiva con amore i gerani della Biblioteca, curando anche un piccolo personale giardino sul terrazzo posteriore di Palazzo Racchetti, nell’angolo adiacente la sua abitazione. Negli ultimi anni ospitava il gatto Ulisse, che le faceva compagnia. Si circondava di Amicizie fidate, ma quel suo piccolo mondo era stato irreparabilmente infranto dalla prematura morte del figlio. Jacopo De Dominici, giovane artista varallese, ha dipinto un delicato acquerello per ricordarla, donandolo alla Biblioteca: la Signora Pia rimarrà in queste sale, cui ha dedicato le sue cure, ma soprattutto sarà ricordata dal figlio Christian, dal fratello Giorgio, dalla cognata Fulvia, dalla cugina Adele e da tutte le Persone che le hanno voluto bene e le sono state vicine.
In Breve
mercoledì 21 gennaio
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sabato 17 gennaio
venerdì 16 gennaio












