Un viaggio dal sapore d’altri tempi, ma con lo sguardo puntato al futuro della mobilità valsesiana. Sabato 24 gennaio è atteso a Varallo un treno storico speciale, trainato da una “Littorina” d’epoca, che porterà in città non solo appassionati e turisti, ma anche rappresentanti istituzionali e tecnici legati al mondo ferroviario.
A bordo sono annunciati, tra gli altri, il direttore generale della Fondazione Ferrovie dello Stato Luigi Cantamessa e i sindaci dei Comuni lungo la tratta, in una giornata che vuole essere anche un segnale concreto per riportare al centro il tema della riattivazione della linea Novara-Varallo.
Tra turismo e trasporto pubblico: due obiettivi sul tavolo
Come spiega il vicesindaco di Varallo Eraldo Botta, la visita sarà l’occasione per presentare le prospettive legate ai treni storici 2026, un progetto già definito e confermato, ma anche per ragionare su un’idea ulteriore: affiancare alle tradizionali corse con locomotiva a vapore anche convogli con Littorina, ampliando così le possibilità di utilizzo e di attrattiva.
Un’ipotesi che, secondo l’Amministrazione, potrebbe trovare spazio anche grazie al coinvolgimento della Regione Piemonte, chiamata a sostenere una programmazione più strutturata.
La battaglia per la riapertura della Novara-Varallo
Il punto centrale resta però uno: la riapertura della Novara-Varallo per il servizio pubblico, un tema che l’amministrazione varallese porta avanti da anni, con l’obiettivo di restituire al territorio un collegamento ritenuto strategico.
Secondo Botta, la chiusura della linea e la sostituzione con autobus avrebbe comportato un peggioramento complessivo: tempi di percorrenza aumentati, minore comodità del viaggio e, soprattutto, una riduzione drastica delle corse, con l’assenza di collegamenti nei giorni festivi, come la domenica.
L’ipotesi: dieci corse e un sostegno economico stabile
L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a un finanziamento regionale di almeno 3 milioni di euro all’anno, necessario – secondo l’ipotesi di lavoro – per riattivare un servizio con una decina di corse in grado di rispondere alle esigenze quotidiane di spostamento.
L’arrivo del treno storico, dunque, non sarà soltanto un appuntamento suggestivo per chi ama la ferrovia d’epoca, ma anche un’occasione per riportare all’attenzione un’infrastruttura che, per molti, potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per l’intera Valsesia.











