Il mondo del calcio provinciale è in lutto per la scomparsa di Enzio Antonioli, il più anziano arbitro di calcio italiano, venuto a mancare all’età di 95 anni. Residente a Gozzano, lascia la moglie Iginia e i figli Maria Grazia, Laura e Giuseppe. I funerali si svolgeranno martedì alle 14.30 nella chiesa parrocchiale del paese.
Classe 1931, Antonioli è stato una figura che ha attraversato l’intera storia del calcio moderno. Dopo aver mosso i primi passi da giocatore nel Gozzano, a 27 anni indossò la giacchetta nera iniziando una lunghissima carriera arbitrale che lo portò a dirigere incontri fino alla Serie B e anche partite internazionali.
Con 69 anni di tessera AIA, Enzio Antonioli era il decano degli iscritti all’Associazione Italiana Arbitri, non solo in Piemonte ma tra i più anziani in assoluto a livello nazionale. Un primato che racconta una vita interamente dedicata allo sport, vissuta con rigore, passione e profondo senso di appartenenza.
Tutti lo ricordano come un uomo rigoroso sul campo e nella vita, esempio di correttezza e autorevolezza. La sua passione per il calcio è stata trasmessa anche ai figli, in particolare a Giuseppe, impegnato come dirigente nel settore giovanile, contribuendo alla crescita sportiva di molti ragazzi.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore dal mondo arbitrale e sportivo. In una nota ufficiale, il Comitato Regionale Arbitri Piemonte e Valle d’Aosta ha espresso vicinanza alla Sezione AIA di Novara: «Con i suoi 69 anni di associazione e il suo profondo spirito di appartenenza, Enzio Antonioli ha rappresentato un esempio di dedizione e passione per le nuove generazioni. Alla famiglia e a tutta la sezione di Novara vanno le più sentite condoglianze».
Con la scomparsa di Enzio Antonioli se ne va non solo un arbitro ma un pezzo di storia del calcio italiano, un uomo che ha incarnato per decenni i valori dello sport e dell’arbitraggio.











