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EVENTI | 09 febbraio 2026, 13:26

A Varallo la cena di Carnevale di Inner Wheel e Rotary sostiene la radiologia domiciliare, ospite la modista Laura Marelli

A Varallo la cena di Carnevale di Inner Wheel e Rotary sostiene la radiologia domiciliare, ospite la modista Laura Marelli

A Varallo la cena di Carnevale di Inner Wheel e Rotary sostiene la radiologia domiciliare, ospite la modista Laura Marelli

I due Club di servizio, Inner Wheel di Valsesia e Rotary Club Valsesia, presieduti da Bruna Scigliano Camaschella e Sylvie Giulini, hanno organizzato la tradizionale cena di Carnevale nel Salone delle Feste dell’Istituto Alberghiero di Varallo, a sostegno del progetto “Assistenza radiologica domiciliare”, nato dall’Associazione Igea Prevenzione Salute Vita, illustrato dal Professor Alessandro Stecco, medico specializzato in Radiologia e Neurologia, Direttore della Struttura Complessa di Radiodiagnostica dell’ASL Vercelli nelle quattro sedi Vercelli, Borgosesia, Santhià, Gattinara, Professore Universitario Associato di Radiologia presso l’Università del Piemonte Orientale, Direttore del Centro Studi Universitari di Telemedicina UPOTELEMED. Stecco ha portato il saluto del Direttore Generale dell’Asl e ringraziato i Club di Servizio e l’Associazione IGEA per l’impegno mostrato nel sostenere questo progetto importante, nato un anno fa, che diverrà realtà tra poco. L’apparecchiatura sarà trasportata al domicilio dei pazienti fragili, di quelli gravemente disabili e nelle RSA: “La casa come luogo di cura: noi da marzo in Valsesia e Valsessera, che, come tutte le zone alpine, a ridosso delle montagne, presentano problemi di viabilità, disagio e distanza, andremo a casa delle persone con l’apparecchio radiografico portatile. Le radiografie, con la telemedicina, verranno trasmesse direttamente all’ospedale di Borgosesia, dove verranno lette e refertate”. Anche le offerte raccolte alla serata culturale del Carnevale varallese saranno interamente devolute a questo progetto. Dopo aver gustato l’ottima cena, la Dirigente Scolastica, Angela Maria Vicario, ha presentato gli Chef Giorgio Anselmetti e Alessandro Adamo, ricordando che il raffinato dolce era stato preparato con la consulenza dello Chef Emiddio Santonicola, che è titolare di DOLCEmente, pasticceria di Trino classificata nelle graduatorie mondiali, gli assistenti Marina e Claudio, il “Maestro di cerimonie”, Vincenzo Di Garbo, che, coadiuvato da Irene, ha predisposto la sala e i tavoli con allegria ed eleganza, ringraziando l’assistente Cristina, i collaboratori scolastici e soprattutto gli studenti che hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita del banchetto: “Dal prossimo anno sarà attivata la filiera corta, percorso produttivo alimentare con pochi passaggi tra produttore e consumatore, riducendo al minimo gli intermediari, per garantire freschezza, trasparenza, tracciabilità ed assicurare un legame più forte con il territorio e l'economia locale: essendo scuola di territorio contribuiremo al rilancio turistico e ambientale della Valsesia”. A conclusione della serata - cui hanno partecipato oltre sessanta persone, tra le quali: la Presidente e la Vice Presidente di Igea: Maria Marcon e Carmela Marsilla, Cristiana Botto, Presidente Inner Wheel Vallemosso, Monica Bertotto, Presidente Inner Wheel Biella, Silvia Domenicone, Presidente Rotary Club Gattinara, Marina Filippa Presidente Soroptimist Club Valsesia - la stilista del cappello Laura Marelli, titolare della storica modisteria milanese Gallia e Peter, creata nel 1930 dalla bisnonna Mariuccia Marelli in Via Montenapoleone, oggi in Via Moscova, a due passi da Brera, ha presentato un mondo affascinante, prestigioso e allegro, fatto di veli, velette, cappelli, cerchietti, fascinators (piccoli copricapi decorativi, solitamente fissati con un pettinino, una molletta o un cerchietto, che possono essere arricchiti con piume, fiori, velette o perline, e si indossano su un lato della testa). Laura Marelli ha parlato della collaborazione professionale con gli stilisti: “Nelle sfilate di alta moda il cappello è sempre un elemento fondamentale del look finale”, ma anche della creazione su misura fatta dalla modista davanti allo specchio, prima che tutto sia rigorosamente eseguito a mano nel colorato laboratorio adiacente: “Le nostre creazioni nascono per valorizzare l’armonia del viso e di tutta la figura: è la proporzione che rende perfetto un look”. Laura Marelli indossava lei stessa un fascinator disegnato da Giorgio Armani, cui era molto legata: “Giorgio mi è rimasto nel cuore, perché per me ha rappresentato una scuola di vita e di metodo”. Oltre alla passerelle Laura lavora con gli artisti dello spettacolo che usano il cappello per crearsi un’identità ed è molto affascinata dalla contaminazione tra arte e architettura, concetto illustrato presentando sue creazioni ispirate all’artista futurista Fortunato Depero e all’architetto Renzo Piano. L’atelier milanese si trasforma in galleria d’arte in occasione di mostre di sculture di giovani artisti emergenti, accostate ai cappelli. “Oggi mi divido tra Milano e la Valsesia, dove trovo il luogo ideale per creare le mie opere, un modo nuovo di essere artigiano nel 2026, e sto organizzando un archivio storico della Ditta, per tramandare la cultura del saper fare”: Laura è portatrice del gusto italiano, milanese in particolare, molto sobrio rispetto allo stile inglese, conosciuto attraverso eventi sfarzosi ed esclusivi, come il festival di corsa di cavalli Royal Ascot, che attira partecipanti da tutto il mondo, compresi membri della famiglia reale britannica, in cui le signore sfoggiano estrosi cappellini. “Il cappello rivela lo sguardo, illumina il trucco, ed è un simbolo di legame tra le generazioni, quasi un passaggio di testimone. Con il cappello l’eleganza sta sopra la testa, ma moltissima è nel cuore”: la stilista ha davvero trasmesso la passione per il suo lavoro che prosegue da generazioni.

Piera Mazzone

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