Il SAPPE ne ha già parlato questa mattina a Roma con il Sottosegretario alla Giustizia, il piemontese Andrea Delmastro Delle Vedove
“Alla Casa Circondariale di Vercelli si registra un clima di crescente e comprensibile preoccupazione tra il personale di Polizia Penitenziaria, determinato da un ricorso allo strumento disciplinare che appare eccessivo e sproporzionato”. È quanto denuncia il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, intervenendo sulla situazione dell’istituto piemontese.
“Negli ultimi tredici mesi – evidenzia Capece, in una lettera diretta ai vertici del Ministero della Giustizia e del DAP – sono stati elevati complessivamente 47 rapporti disciplinari nei confronti di appartenenti al Corpo in servizio a Vercelli. Un numero particolarmente significativo, che sta generando apprensione diffusa tra i colleghi, i quali vivono con timore l’espletamento quotidiano del proprio servizio”.
Secondo il SAPPE, l’uso così frequente del regime sanzionatorio rischia di avere pesanti ripercussioni sulla carriera del personale: “È noto che una sanzione disciplinare può incidere negativamente sull’avanzamento di qualifica e produrre effetti pregiudizievoli anche in occasione dei concorsi interni. Questo alimenta un clima di forte tensione e insicurezza”.
Il segretario generale del sindacato sottolinea inoltre il contesto critico in cui operano gli agenti: l’organico della Polizia Penitenziaria a Vercelli risulta inferiore di 19 unità rispetto alla pianta organica prevista, mentre la popolazione detenuta supera di 119 presenze la capienza regolamentare dell’istituto.
“Si tratta di una evidente criticità organizzativa – rimarca Capece – che incide inevitabilmente sulle condizioni di lavoro. Il personale è chiamato quotidianamente a coprire più posti di servizio contemporaneamente, con un ricorso sistematico allo straordinario e carichi ben superiori al previsto”.
Il SAPPE precisa di non voler giustificare eventuali comportamenti censurabili, ma evidenzia come, in un contesto di marcata sproporzione tra numero di poliziotti e detenuti, il rischio di errori non dolosi sia fisiologicamente più elevato. “In queste condizioni – aggiunge Capece – un calo di attenzione o un errore operativo privo di dolo merita una valutazione improntata a maggiore equilibrio e buon senso”.
Il sindacato chiede pertanto alle autorità competenti di valutare con particolare attenzione l’operato della Direzione dell’istituto, facendo piena luce sulle dinamiche interne che hanno determinato un’incidenza così rilevante di procedimenti disciplinari, anche alla luce delle criticità che in passato hanno interessato il carcere di Vercelli a livello nazionale.
“Diversamente – conclude Capece, che ha personalmente rappresentato questa mattina a Roma l’allarmante situazione al Sottosegretario alla Giustizia, il piemontese Andrea Delmastro Delle Vedove – non si può escludere che una parte significativa del personale possa valutare la richiesta di trasferimento verso altre sedi, per poter svolgere il proprio servizio in un contesto lavorativo più sereno e rispettoso della professionalità del Corpo”.











