A Grignasco la comunità si è stretta attorno al ricordo di Graziano Sarasso, scomparso all’età di 83 anni. Per molti non era soltanto un compaesano conosciuto: era una presenza costante, discreta, capace di farsi voler bene attraverso gesti concreti e una dedizione che, nel tempo, ha toccato più ambiti della vita del paese.
Una vita legata alle Ferrovie
La sua storia lavorativa si è intrecciata presto con quella delle Ferrovie dello Stato. Dopo i primi impieghi nelle fabbriche della zona, Sarasso intraprese il percorso ferroviario seguendo la tradizione familiare: la madre era casellante sulla tratta Novara–Varallo, al Casello numero 15. Anche lui svolse quel ruolo, diventando un punto di riferimento per chi, per anni, lo ha visto al lavoro nei momenti di maggiore traffico, quando il paese si muoveva al ritmo delle uscite dagli stabilimenti.
Nel corso del tempo si formò ulteriormente, fino a ricoprire incarichi più tecnici, lavorando nello smistamento presso la centrale traffico treni di Novara, ruolo mantenuto fino al pensionamento.
Chitarra, fotografia e curiosità
Accanto alla professione, Sarasso coltivava passioni che raccontano un carattere curioso e vitale. Amava la musica e per anni suonò la chitarra in un gruppo, animando serate e occasioni di festa. C’era anche la fotografia, vissuta come passione amatoriale, con lo sguardo attento a volti e paesaggi del territorio.
L’impegno nel volontariato: SRE e AIB
Il tratto che più ritorna nei ricordi è però quello del volontariato. Negli anni Settanta partecipò come radioamatore alle prime esperienze del SRE - Servizio Radio Emergenza, e fu tra i pionieri della sezione AIB Grignasco, impegnata nella lotta agli incendi boschivi.
Rimase operativo fino ai limiti d’età previsti, presente in servizi ed emergenze: incendi, eventi sportivi, situazioni legate al maltempo. Chi lo ha conosciuto ricorda anche gli anni in cui tutto era meno strutturato: uscite notturne, mezzi propri, attrezzature essenziali e la conoscenza dei boschi come bussola per intervenire dove serviva. Era inoltre iscritto all’AIDO.
La prova della malattia e la fede
Negli anni Novanta affrontò un serio problema alla gola che gli ridusse quasi completamente la voce. Anche in quella fase, raccontano, non smise di partecipare alla vita del paese con il suo stile: presenza silenziosa ma solida, e un atteggiamento capace di non farsi definire dalla difficoltà.
Uomo di fede, era legato a luoghi di devozione del territorio: tra questi, la cappella di San Bernardo sul Monte Fenera e una cappelletta lungo la strada della Traversagna, che raggiungeva come gesto di gratitudine dopo le visite di controllo.
L’ultimo saluto a Bovagliano
Sarasso lascia la moglie Maddalena, la figlia Laura con Paolo, i nipoti Andrea e Simone, oltre ai parenti e a tante persone che gli hanno voluto bene. Le esequie si sono svolte nella chiesa di Bovagliano; al termine, il feretro è stato accompagnato al tempio crematorio.
Un addio che, a Grignasco, ha avuto il sapore delle storie che restano: quelle fatte di lavoro, passioni e servizio agli altri, senza bisogno di alzare la voce.











