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EVENTI | 03 marzo 2026, 12:27

Aldo Cazzullo torna a Borgosesia: alle Medie Marconi l’incontro con gli studenti e i ricordi degli anni Settanta - FOTO

Aldo Cazzullo torna a Borgosesia: alle Medie Marconi l’incontro con gli studenti e i ricordi degli anni Settanta - FOTO

Aldo Cazzullo torna a Borgosesia: alle Medie Marconi l’incontro con gli studenti e i ricordi degli anni Settanta - FOTO

A Borgosesia, in Valsesia, lo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo è tornato tra i banchi che aveva frequentato da ragazzo. Giovedì 25 febbraio l’autore, su invito dei suoi ex compagni delle Medie Marconi, è stato ospite nell’Aula Magna, dove – davanti a un pubblico così numeroso da riempire tutti i posti disponibili – ha risposto alle domande degli studenti in un’intervista guidata proprio dai ragazzi.

L’incontro è stato organizzato da Anna Lisa Cappa Bianchi con la collaborazione del dirigente scolastico Vincenzo Guida, che ha accolto Cazzullo e introdotto i saluti dell’assessore alla Cultura Gianna Poletti, insegnante nello stesso plesso.

Un ritorno “a casa” e la Borgosesia di fine anni Settanta

Cazzullo ha raccontato l’emozione di ritrovarsi nella scuola frequentata circa cinquant’anni prima e di rivedere diversi compagni di allora. Nel rievocare quel periodo, ha ricordato quanto fosse stato impegnativo lo spostamento da Alba a Borgosesia: una realtà che, negli anni Settanta, descrive come città industriale, con un sindaco socialista e una presenza significativa di immigrati dal Sud, quindi “più aperta” rispetto al contesto di partenza.

Nei suoi ricordi si intrecciano il clima nazionale di quegli anni – dal rapimento e uccisione di Aldo Moro (1978) alla strage di Bologna (1980) – e la quotidianità di una comunità che “sapeva proteggere”, con immagini concrete come il “pullman della neve” che portava i ragazzi a sciare all’Alpe di Mera. E poi i riferimenti culturali: Happy Days, Grease, ma anche 2001 Odissea nello spazio, film che, ha detto, gli aprì la mente.

Le domande dei ragazzi e il valore del tempo

A intervistare Cazzullo è stato un gruppo di studenti della II D: Adele Pollini, Vittoria Tribbia, Kimberly Barrientos, Bianca Prandina, Beatrice Morano e Leonardo Cabassa, accompagnati dall’insegnante di lettere Irene Ciullo. Domande diverse, spontanee, senza gerarchie: e risposte puntuali, nei limiti del tempo a disposizione.

Tra i messaggi consegnati ai ragazzi, uno dei più netti riguarda il valore del tempo: “La più grande ricchezza della vita è il tempo, che va usato saggiamente, perché non è infinito”. E poi l’invito alla fiducia in se stessi e alla dignità personale: “È importante che abbiate sempre fiducia in voi stessi e che manteniate la vostra dignità”.

Cazzullo ha ripercorso anche la propria formazione, ricordando la laurea in Giurisprudenza e la Scuola di Giornalismo a Milano, e raccontando un lato più personale del mestiere: l’emozione della scrittura, la timidezza iniziale nelle interviste e l’importanza dell’onestà, fino alla scelta di far rileggere i testi agli intervistati prima della pubblicazione.

Lettura, curiosità e vita reale

Nel confronto con gli studenti è tornato spesso il tema della lettura. Cazzullo ha spiegato di aver sempre amato scrivere – “alle elementari scrivevo poesie” – e ha invitato i ragazzi a leggere il più possibile, dichiarando una preferenza per la saggistica. Al centro, l’idea che la curiosità sia l’antidoto all’ignoranza: “Il contrario di ignoranza è curiosità: siamo tutti ignoranti, ma non ci si può compiacere di esserlo, bisogna cercare di esserlo meno”.

Non è mancato un richiamo molto attuale: non isolarsi, non farsi “imprigionare” dal telefono e dalla vita virtuale. “La vita reale è più complicata della vita virtuale”, ha detto, invitando a restare dentro la dimensione sociale e concreta delle relazioni.

L’ultimo libro “Francesco” e il firmacopie

Nel finale l’incontro ha toccato anche il suo ultimo libro, “Francesco”, con riferimenti al protagonista e alle intuizioni che Cazzullo descrive come rivoluzionarie, tra giustizia del lavoro e responsabilità. L’appuntamento si è chiuso con un firmacopie molto partecipato.

In serata, lo scrittore era atteso al Teatro Maggiore di Verbania per lo spettacolo teatrale “Francesco”, interpretato con Angelo Branduardi, inserito nelle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del santo patrono d’Italia.

Perché interessa il territorio

Per Borgosesia, un incontro così non è soltanto la visita di un autore noto: è il ritorno di un ex studente in un luogo che ha contribuito a formarlo e, insieme, un’occasione per rendere protagonisti i ragazzi. Intervistare, ascoltare, fare domande: sono gesti semplici che costruiscono “lettori consapevoli” e restituiscono alla scuola un ruolo centrale nella vita culturale della Valsesia.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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