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Ultim'ora | 19 marzo 2026, 17:30

Diabete, nuovi dati positivi per retatrutide su emoglobina glicata e peso

Diabete, nuovi dati positivi per retatrutide su emoglobina glicata e peso

(Adnkronos) - Riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) e perdita di peso superiori rispetto al placebo. Sono questi, in sintesi, i risultati diffusi oggi da Eli Lilly and Company relativi allo studio Transcend-T2D-1, un trial clinico di fase 3 che valuta l'efficacia e la sicurezza di retatrutide, triplo agonista dei recettori ormonali di Gip, Glp-1 e glucagone first-in-class in fase sperimentale, come terapia aggiuntiva a dieta ed esercizio fisico in pazienti con diabete di tipo 2. Lo studio - informa l'azienda in una nota - ha arruolato adulti con controllo glicemico inadeguato con sola dieta ed esercizio fisico, e una durata media del diabete di 2,5 anni. Retatrutide ha raggiunto l'endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave, dimostrando una riduzione dell'HbA1c e una perdita di peso superiori rispetto al placebo, a 40 settimane, utilizzando sia la stima di efficacia sia la stima del regime di trattamento. Per l'endpoint primario, i partecipanti in trattamento hanno ottenuto riduzioni medie dell'HbA1c fino al 2,0%, secondo la stima di efficacia. Per un endpoint secondario chiave, i partecipanti in trattamento con retatrutide hanno perso in media fino a 16,6 kg (16,8%), secondo la stima di efficacia. La perdita di peso è continuata fino al termine del periodo di trattamento.  

"I risultati dello studio confermano il potenziale del triplo agonista retatrutide nel trattamento del diabete di tipo 2 – afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Eli Lilly - raggiungendo obiettivi significativi sia nel controllo dell'emoglobina glicata sia nella perdita di peso. Questa molecola potrebbe offrire alla comunità scientifica e ai pazienti una nuova opzione terapeutica in grado di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti di chi convive con una malattia cronica complessa, rafforzando il nostro impegno nel proseguire con determinazione verso soluzioni sempre più efficaci e personalizzate". 

Il trattamento - riferisce l'azienda - ha inoltre mostrato miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale nei principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui il colesterolo non-Hdl, i trigliceridi e la pressione arteriosa sistolica. In linea con gli eventi avversi osservati nei trial clinici per altre terapie a base di incretine, gli eventi avversi più comuni tra i partecipanti trattati con retatrutide (4 mg, 9 mg, 12 mg) sono stati: nausea (16,4%, 19,5%, 26,5% rispettivamente, vs. 3,7% con placebo), diarrea (18,7%, 26,3%, 22,8% rispettivamente, vs. 4,5% con placebo) e vomito (15,7%, 15,0%, 17,6% rispettivamente, vs. 2,2% con placebo), verificatisi principalmente durante la fase di aumento progressivo della dose. L’incidenza di disestesia si è verificata nel 4,5%, 2,3% e 4,4% (rispettivamente 4 mg, 9 mg e 12 mg) dei pazienti trattati con retatrutide, rispetto allo 0% con placebo. Gli episodi di disestesia erano generalmente lievi e la maggior parte si è risolta nel corso del trattamento. I tassi di interruzione dovuti a eventi avversi sono stati del 2,2%, 4,5% e 5,1% rispettivamente con retatrutide 4 mg, 9 mg e 12 mg, rispetto allo 0% con placebo. I risultati dettagliati dello studio Transcend-T2D-1 saranno presentati alle American Diabetes Association Scientific Sessions di giugno e pubblicati su un peer-reviewed journal. Ulteriori risultati del programma di trial clinici su retatrutide sono attesi nel corso del prossimo anno. 

 

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