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EVENTI | 31 marzo 2026, 09:57

A Guardabosone “Sapere condiviso” racconta la storia della solidarietà in Valsessera

A Guardabosone “Sapere condiviso” racconta la storia della solidarietà in Valsessera

A Guardabosone “Sapere condiviso” racconta la storia della solidarietà in Valsessera

A Guardabosone il terzo incontro 2026 di “Sapere condiviso” ha riportato al centro una pagina importante della storia sociale del territorio. Venerdì 27 marzo, nel salone parrocchiale, si è tenuta la conferenza “Solidarietà in Valsessera: una storia che continua”, affidata a Marcello Vaudano, Presidente di Docbi, storico e ricercatore.

L’appuntamento ha acceso l’attenzione sul ruolo delle Società Operaie di Mutuo Soccorso e in particolare sulla storia della SOMS di Guardabosone, una realtà che continua a essere attiva ancora oggi e che rappresenta un tassello significativo della memoria collettiva locale.

A Guardabosone il ricordo di Alessandro Orsi e il saluto delle istituzioni

L’incontro si è aperto con il saluto del Sindaco Leonardo Di Rienzo e di Marco Miola, socio SOMS presente in sostituzione del Presidente Claudio Zaninetti. In avvio, Marcello Vaudano ha voluto ricordare con affetto Alessandro Orsi, con il quale aveva progettato proprio una conferenza dedicata alle SOMS.

Tra il pubblico era presente anche Donatella Fasanino, Presidente della SOMS di Sostegno, a conferma di un interesse che va oltre il solo ambito di Guardabosone e coinvolge più in generale la storia mutualistica della Valsessera.

La SOMS di Guardabosone tra memoria storica e attività attuale

Durante la conferenza è stato richiamato anche il volume pubblicato nel 2006, in occasione del 122° anno di fondazione della società, intitolato “La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Guardabosone”, firmato da Angelo Togna. Figura centrale per quarant’anni nella vita della SOMS, Togna viene ricordato come uno dei perni organizzativi e morali dell’associazione, anche se non riuscì a vedere il libro stampato, essendo scomparso pochi mesi prima della pubblicazione.

Marcello Vaudano, che collaborò con l’autore, ha quindi ripercorso la storia delle Società di Mutuo Soccorso operanti in Valsessera, sottolineando come quella di Guardabosone sia stata tra le prime a sorgere nella seconda metà dell’Ottocento. Ancora oggi la società risulta viva e attiva, con 117 tesserati, la sede mantenuta nell’originario edificio ottocentesco ristrutturato e un Consiglio che ha rieletto Claudio Zaninetti per il secondo mandato da Presidente.

Secondo quanto emerso durante la serata, i compiti della SOMS sono profondamente cambiati rispetto alle origini, ma ne resta intatto lo spirito di fondo, oggi declinato in forme nuove come sostegno alimentare, emergenza riscaldamento, prestito di presidi sanitari e attenzione alla salute. In quest’ultimo ambito, la società sta anche cercando di coinvolgere medici professionisti disponibili a effettuare visite gratuite periodiche presso l’ambulatorio comunale.

Le Società Operaie di Mutuo Soccorso e le origini del mutualismo piemontese

Nel suo intervento, Vaudano ha ricordato che le SOMS nacquero in Piemonte dopo il 1848, in seguito alla concessione dello Statuto Albertino, che introdusse la libertà di associazione. Fu proprio sul finire di quello stesso anno che a Pinerolo venne costituita la prima Società Operaia piemontese.

Il modello mutualistico si riassumeva in una formula semplice ma efficace: “Una lira al mese per una lira al giorno”, riferita alla quota associativa e al sussidio giornaliero garantito in caso di malattia o inabilità al lavoro. Le società non si limitavano però all’assistenza sanitaria: cercavano di migliorare concretamente le condizioni di vita degli iscritti e dell’intera comunità.

Da queste esperienze nacquero cooperative di consumo, forni sociali, cooperative di lavoro tra artigiani, iniziative per le case di abitazione, ospedali, asili infantili, casse di credito e di risparmio, sistemi di assicurazione contro i danni da incendio, grandine ed epizoozie, oltre a servizi di assistenza medica specialistica, medicinali a prezzi calmierati, cure elioterapiche e termali e campagne di vaccinazione.

Le bandiere delle SOMS e il valore simbolico della solidarietà

Un passaggio della conferenza è stato dedicato anche alle bandiere delle SOMS, molte delle quali sono state conservate e restaurate. Si tratta di lavori di ricamo di grande valore simbolico, spesso caratterizzati dall’immagine delle mani che si stringono, emblema visivo degli ideali solidaristici che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo di queste associazioni.

Vaudano ha evidenziato come le Società Operaie di Mutuo Soccorso rappresentino il passaggio dalle corporazioni di mestiere medievali all’associazionismo moderno, svolgendo inoltre un ruolo importante nel colmare le carenze dello Stato unitario anche sul piano dell’istruzione e dell’alfabetizzazione.

Il prossimo appuntamento di “Sapere condiviso” a Guardabosone

Al termine dell’incontro, dopo le domande rivolte al relatore, è stato offerto un rinfresco ai presenti. Il prossimo appuntamento mensile di “Sapere condiviso” è già fissato per il 24 aprile, ma con un orario anticipato alle 15: in quell’occasione Cesare Locca guiderà una visita in paese, con tappe nei luoghi più significativi di Guardabosone.

Perché interessa il territorio

Per Guardabosone e per la Valsessera, una conferenza di questo tipo ha un valore che va oltre il semplice ricordo storico. Riporta infatti l’attenzione su forme di solidarietà nate dal basso e capaci ancora oggi di offrire risposte concrete ai bisogni della comunità.

Il caso della SOMS di Guardabosone mostra come una tradizione ottocentesca possa continuare a vivere, adattandosi ai tempi senza perdere la propria identità. Ed è proprio questo legame tra memoria, impegno civico e servizio al territorio a rendere l’incontro particolarmente significativo.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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