A Varallo l’Associazione Triaca Musicale ha presentato il 17 aprile, al Centro Studi Turcotti, la XVII edizione del Festival Internazionale di Musica Antica Gaudete! e la IV edizione del Festival della Montagna, aprendo la nuova stagione con un omaggio agli ottocento anni dalla morte di San Francesco. A fare da filo conduttore dell’incontro è stata la conferenza del Professor Don Damiano Pomi dedicata al Beato Bernardino Caimi, figura centrale per la storia del Sacro Monte di Varallo.
Il titolo scelto per l’intervento, “Bernardino Caimi degno figlio di frate Francesco”, ha introdotto il pubblico a una lettura più ampia e articolata del frate osservante, conosciuto in Valsesia soprattutto come fondatore del Sacro Monte, ma in realtà protagonista di un percorso ben più vasto, tra predicazione, teologia, governo dell’Ordine e incarichi affidati dalla Santa Sede.
Don Damiano Pomi rilegge la figura di Bernardino Caimi
Nel corso della conferenza, Don Pomi ha proposto un ritratto di Caimi che va oltre la visione più consolidata del “costruttore del Sacro Monte”. Il relatore ha ricordato come i primi studiosi ad allargare lo sguardo sulla sua figura siano stati Alberto Bossi e Casimiro Debiaggi, sottolineando quanto molte fonti francescane siano andate perdute nel tempo a causa delle soppressioni degli Ordini religiosi.
Tra gli aspetti richiamati c’è anche il valore del Sermonario attribuito a Caimi, conservato oggi nella Biblioteca Civica di Como, documento che testimonia un’attività di predicatore finora poco studiata e che fu esposto a Varallo nel 2008 in occasione della mostra Imago Fidei.
Il legame con Varallo e la nascita del Sacro Monte
Uno dei passaggi più significativi della conferenza ha riguardato naturalmente il rapporto tra Caimi e Varallo. Don Pomi ha ricostruito il momento in cui il frate, dopo essere stato inviato in Terra Santa nel 1478 come Commissario dei luoghi sacri e dopo aver avuto l’incarico di predicare la Crociata da parte di Papa Sisto IV, giunse a Casale Monferrato, dove incontrò Marco Scarognino. Fu proprio questo legame a portarlo poi in Valsesia, dove dal 1486 fondò il convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, nucleo originario del futuro Sacro Monte.
Nel suo intervento, Pomi ha spiegato come il primo insediamento, inizialmente chiamato “Romitorio”, fosse molto diverso dall’assetto che oggi conosciamo. Solo dalla metà del Cinquecento, con l’intervento di Galeazzo Alessi, il complesso cambiò profondamente, passando dalla riproduzione dei luoghi santi a una narrazione della vita di Gesù.
Un luogo unico al mondo
Tra i punti più forti dell’incontro è emersa la specificità del Sacro Monte di Varallo, definito come l’unico luogo al mondo che riproduce in scala 1:1 i luoghi santi. Don Pomi ha ricordato anche la lapide posta sopra la cappella del Santo Sepolcro, che riassume il senso dell’idea concepita da Caimi il 7 ottobre 1491: permettere a chi non poteva più raggiungere Gerusalemme di vedere e percorrere i luoghi della vita, della passione e della morte di Cristo.
La conferenza ha poi toccato anche aspetti meno noti e particolarmente suggestivi, come la possibile connessione tra Caimi, la corte spagnola e il contesto storico legato a Cristoforo Colombo, evocando piste di studio che saranno approfondite nel convegno previsto a Varallo nel mese di ottobre.
Il prossimo appuntamento del festival
La presentazione della nuova stagione si è chiusa con l’annuncio del prossimo appuntamento di Gaudete!, fissato per il 16 maggio alle 21 a Gozzano, nella Basilica di San Giuliano, con il concerto “Salve, mundi salutare: la musica sacra di Buxtehude, Caldara e Zelenka”.
Per Varallo, l’incontro del 17 aprile ha rappresentato così non solo l’avvio della nuova stagione di Gaudete!, ma anche un’occasione per riportare al centro una figura decisiva per la storia religiosa e culturale della Valsesia, riletta in una prospettiva più ampia e ricca di connessioni.














