Il ritorno dei primi “corridori del cielo”
Trent’anni dopo, i protagonisti che negli anni Novanta contribuirono a scrivere la storia dello skyrunning tornano sul Monte Rosa. Ad Alagna Valsesia si prepara un appuntamento dal forte valore sportivo e simbolico: il ritorno degli skyrunner originali che parteciparono all’ultima edizione del FILA Skyrunner Trophy nel 1996.
La gara di salita e discesa del Monte Rosa segnò infatti la nascita dello skyrunning, la corsa in alta quota diventata oggi una disciplina globale. Proprio ad Alagna nacque la Monte Rosa SkyMarathon, considerata la gara più alta d’Europa, disputata dal 1992 al 1996 e poi rilanciata nel 2018.
Una storia nata sulle montagne valsesiane
La Monte Rosa SkyMarathon fu la prima gara del circuito FILA Skyrunner Trophy, progetto che portò la corsa in alta quota su quattro continenti: dalle Alpi al Tibet, dal Kenya al Colorado fino ai vulcani messicani, sempre attorno o oltre i 4mila metri.
Oggi la manifestazione comprende quattro gare, tutte oltre i 3.000 metri di altitudine, confermando il legame tra Alagna, il Monte Rosa e una disciplina che qui ha trovato una delle sue origini più importanti.
I protagonisti del ritorno
Tra i nomi attesi c’è Marco De Gasperi, che nel 1996 era un diciassettenne e che in seguito sarebbe diventato sei volte campione del mondo di corsa in montagna e campione delle Skyrunner World Series. Nel 2018 De Gasperi ha firmato anche un FKT di andata e ritorno in 4 ore e 20 minuti.
Ci sarà anche Gisella Bendotti, nata e ancora oggi residente in una piccola frazione di Alagna, vincitrice di alcune tra le gare skyrunning più impegnative al mondo e tuttora detentrice del record individuale femminile del 1994 con il tempo di 5 ore e 34 minuti.
Brunod, Giacometti e gli altri nomi storici
Tra i protagonisti delle edizioni passate sono annunciati anche le guide alpine Adriano Greco, Miky Oprandi e Omar Oprandi, oltre ad Adriano Salvadori ed Ettore Champretavy. Sul campo saranno testimonial anche Bruno Brunod, leggenda dello skyrunning, e Marino Giacometti, inventore dello skyrunning e coordinatore del FILA Team dell’epoca.
Proprio Giacometti ha spiegato che il libro di Miky Oprandi, “Correvamo in Paradiso”, ha motivato questo ritorno a trent’anni di distanza, sottolineando il piacere di riprendere il ruolo di team manager, pur con uno spirito e una condizione fisica inevitabilmente diversi rispetto al passato.
Dal Rifugio Gnifetti alla Capanna Margherita
La partenza sarà fissata in concomitanza con l’apertura delle funivie, proprio come accadeva negli anni Novanta. L’abbigliamento d’epoca sarà però integrato con moderne attrezzature di sicurezza, allora inesistenti.
L’obiettivo sarà raggiungere la vetta del Monte Rosa, a 4.554 metri, oppure, per chi non avrà più le forze di un tempo, arrivare al Rifugio Gnifetti, a quota 3.647 metri. Inevitabile il confronto con i tempi storici: Brunod nel 1996 impiegò 2 ore e 1 minuto per raggiungere il Rifugio Gnifetti, mentre Fabio Meraldi nel 1994 fermò il cronometro a 3 ore e 14 minuti alla Capanna Margherita, record individuale ancora oggi.
Il programma ad Alagna
Il programma prevede due momenti principali. Giovedì 11 giugno, alle 21, al Teatro Unione Alagnese, si terrà una serata con filmati d’epoca, interviste e presentazioni di libri dedicati allo skyrunning.
Venerdì 12 giugno, alle 7, da piazza Grober ad Alagna Valsesia, gli atleti anticiperanno la salita della Monte Rosa SkySummit del sabato, ripercorrendo il tracciato originale di trent’anni fa.
Una pagina di sport e memoria
Il ritorno dei primi corridori del cielo non sarà soltanto una celebrazione sportiva, ma anche un modo per ricordare dove tutto è cominciato. Alagna e il Monte Rosa tornano al centro della storia dello skyrunning, richiamando atleti, memoria, alta quota e il fascino di una sfida che ha trasformato la corsa in montagna in una disciplina internazionale.














