(Adnkronos) -
Belfast, capitale dell'Irlanda del nord, è stata teatro di una nuova notte di violenze e tensioni dopo il grave accoltellamento di un uomo avvenuto lunedì sera e attribuito a un richiedente asilo sudanese. Centinaia di manifestanti, molti dei quali a volto coperto, sono scesi in strada nella capitale dell'Irlanda del Nord dando origine a scontri con la polizia e ad atti vandalici che hanno provocato incendi in diverse abitazioni. Bruciati anche un autobus di linea, un supermercato e automobili. Diversi cittadini sono stati evacuati dalle proprie case mentre le fiamme sono divampate in alcuni quartieri della città.
Le proteste sono esplose all'indomani dell'arresto di un uomo sudanese di 30 anni, accusato di tentato omicidio per aver aggredito con un coltello un residente locale, ferendolo gravemente al volto, al collo e alla schiena. La vittima, identificata dai media locali come Stephen Ogilvie, resta ricoverata in ospedale in condizioni gravi. Secondo quanto riferito dalla polizia - riporta il sito del Daily Mail - il sospettato è un richiedente asilo al quale era stato successivamente riconosciuto lo status di rifugiato e un permesso di soggiorno nel Regno Unito.
Con il passare delle ore, la rabbia per l'aggressione si è trasformata in una mobilitazione anti-immigrazione che ha preso di mira, stando a diverse testimonianze, abitazioni e strutture abitate da migranti. Politici e leader religiosi locali hanno denunciato episodi di chiara matrice razzista, sostenendo che alcune famiglie sarebbero state costrette a lasciare le proprie case esclusivamente per il colore della pelle. In alcune zone della città, gruppi di manifestanti hanno danneggiato attività commerciali frequentate da stranieri, mentre un negozio di alimentari mediorientale è stato dato alle fiamme.
La First Minister nordirlandese Michelle O'Neill ha condannato duramente le violenze, definendole "teppismo puro e semplice" e sottolineando che il brutale accoltellamento non può essere utilizzato come pretesto per colpire persone innocenti. Anche la sua vice, Emma Little-Pengelly, ha invitato alla calma, ribadendo che la violenza non risolve i problemi e finisce per danneggiare le stesse comunità locali.
La vicenda ha però riacceso il dibattito politico sui controlli alle frontiere tra la Repubblica d'Irlanda e il Regno Unito. Il capo della polizia nordirlandese ha confermato che il sospettato era arrivato in Irlanda dal Sudan passando attraverso altri Paesi europei e aveva poi raggiunto Belfast nel 2023 sfruttando la Common Travel Area, il regime che consente la libera circolazione tra Irlanda e Regno Unito senza controlli sistematici ai confini. Esponenti dell'opposizione conservatrice e diversi politici unionisti hanno chiesto una revisione delle misure di sicurezza, sostenendo che il sistema possa rappresentare una vulnerabilità per il controllo dell'immigrazione.











