(Adnkronos) - “Questa è una sfida importantissima e dobbiamo capire una cosa: la transizione ecologica, la necessità di cambiare i nostri consumi, l'economia circolare, l'attenzione all'ambiente, al suolo, al clima, non sono cose che dobbiamo fare solo perché ci fanno stare un po’ meglio, ma anche perché sono economicamente vantaggiose e non ci possiamo più permettere di affrontare i cambiamenti climatici come li stiamo affrontando adesso, con dei costi che ricadono sulla società e quindi su di noi”. E’ quanto affermato da Elena Eva Maria Grandi, assessora all'Ambiente e Verde, alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe.
Poi prosegue: “E’ importante capire che la strada che dobbiamo percorrere va attraversata insieme, da soli gli amministratori pubblici e la politica non fanno niente se non ci sono le aziende, le imprese, i centri di ricerca, le università. Stiamo lavorando tutti insieme con una serie di progetti del Comune di Milano, lavoriamo per trovare più soluzioni possibili ognuno nel suo pezzetto da sommare con gli altri per avviarci verso quel percorso che è l'agenda 2030, anche se sul 30 siamo molto indietro. Voi studenti avete in mano il futuro del nostro paese e del pianeta, tanto più sarete consapevoli e preparati, in grado di diventare comunicatori e narratori di un cambiamento necessario, e tanto più noi forse riusciremo ad accelerare su quella transizione che dobbiamo assolutamente compiere e portare a termine, da portatori di quei messaggi di consumi consapevoli in economia circolare”. E ancora: “Ad esempio il vetro è una materia preziosissima, una materia tra le più antiche che l'uomo ha elaborato capace di rigenerarsi continuamente. Apparentemente ha meno pericolosità della plastica, nei nostri mari banalmente affonda, ma se non continueremo a lavorare tutti per il riuso ed il riciclo e riutilizzo del vetro, avremo perso una grande risorsa, ovvero quella di una materia già lavorata che possiamo continuamente trasformare in altri oggetti”.
“Quanto alla raccolta differenziata Milano è una città europea - sostiene l’assessora - e le grandi metropoli sono macchine più complesse da gestire. In Europa siamo una città con una percentuale tra il 63/64% di raccolta differenziata. Abbiamo ambizioni di migliorare rapidamente e di raccoglierne di più, ma dobbiamo mettere a terra azioni che facilitano questa crescita. Il nostro meccanismo di porta a porta è gestito da un'azienda partecipata del Comune che è Amsa, del gruppo A2A, che ogni settimana raccoglie due, tre, quattro volte i rifiuti: è evidente che questo non basta. Abbiamo una città che è sempre più meta di turismo e che ha un'attività culturale e di divertimento notturno intenso. Ecco noi su questo dobbiamo lavorare perché le nostre aree di movida sono aree estese dislocate in tutta la città, nel centro ma non solo, e l'idea di immaginare una raccolta del vetro localizzata, come dovremmo fare per la plastica, anche nelle aree della movida, andando a sommarsi a case, uffici, alberghi, strada, diventa sempre più difficile, proprio perché molteplici sono i luoghi in cui si mangia e si beve. Tradotto: si producono molti più rifiuti in luoghi ancora più complicati da gestire per un’azienda che punta ad incrementare la raccolta differenziata”.











