(Adnkronos) - "L'informazione è parte della cura. L’associazione di pazienti con tumore allo stomaco che rappresento sta lavorando per promuovere Pdta sempre più definiti, capaci di garantire équipe multidisciplinari, centri con esperienza e indicazioni precise su ogni fase della cura. Un'informazione completa permette ai pazienti di scegliere con maggiore consapevolezza la struttura a cui affidarsi, un’unità con un chirurgo che abbia almeno 20 interventi all’attivo, perché il tumore allo stomaco è veramente difficile da gestire". Così Claudia Santangelo, presidente 'Vivere senza stomaco si può Odv', intervenendo alla presentazione del navigator digitale sviluppato nell'ambito del progetto MetaLab di Daiichi Sankyo Italia insieme alle associazioni dei pazienti con tumori metastatici. Fondamentale per Santangelo "anche il lavoro di rete tra associazioni, Istituzioni, società scientifiche come Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e aziende, nel rispetto dell'autonomia di ciascun soggetto. La condivisione di competenze e progetti consente infatti di rispondere meglio ai bisogni dei pazienti, anche a quelli meno evidenti".
Tra le priorità, secondo Santangelo, "c'è il coinvolgimento del medico di medicina generale nei percorsi di cura, un passaggio che potrebbe favorire diagnosi più precoci. Un'esigenza resa ancora più urgente dai dati: oggi solo il 32% dei pazienti con tumore dello stomaco è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Da qui la necessità di rafforzare informazione, collaborazione e organizzazione dell'assistenza. Il progetto promosso da Daiichi Sankyo, a cui come associazione pazienti abbiamo partecipato, aiuta a migliorare il percorso di vita di un paziente, che è un aspetto fondamentale".











