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Quarona-Cellio-Valduggia | 27 luglio 2026, 10:00

Quarona, a Lombaretto il ricordo dei caduti sotto le valanghe si intreccia con la memoria del Friuli

Quarona, a Lombaretto il ricordo dei caduti sotto le valanghe si intreccia con la memoria del Friuli

Quarona, a Lombaretto il ricordo dei caduti sotto le valanghe si intreccia con la memoria del Friuli

A Lombaretto, ai piedi della cappella, una pietra scolpita custodisce una memoria doppia: quella dei caduti sotto le valanghe e quella delle vittime del terremoto che cinquant’anni fa sconvolse il Friuli.

A raccontarlo è Francesco Pietrasanta, che oggi ha incontrato i familiari dell’artista e scultore Paolo Urbani, autore dell’opera.

La pietra scolpita da Paolo Urbani

La scultura si trova ai piedi della cappella di Lombaretto ed è dedicata al ricordo di tutte le persone morte sotto le valanghe.

Un’opera semplice e forte, capace di parlare attraverso la pietra e di richiamare il rapporto profondo tra la montagna, la memoria e le comunità che la abitano.

Il legame con il terremoto del Friuli

La storia dell’opera porta però anche lontano dalla Valsesia. Paolo Urbani era friulano e inizialmente la scultura era stata pensata per ricordare le vittime del terremoto che colpì il Friuli cinquant’anni fa.

Proprio ieri gli Alpini hanno commemorato i 50 anni di quella tragedia, rinnovando un legame di solidarietà e memoria che attraversa i territori.

L’accoglienza della Valsesia

Durante l’incontro, i familiari dell’artista hanno ricordato anche l’accoglienza ricevuta dalla Valsesia dopo il terremoto.

In attesa della ricostruzione, trovarono rifugio nella valle e vi rimasero per sette mesi. Un periodo che, a distanza di anni, resta nella memoria come segno concreto di vicinanza e umanità.

Una memoria che unisce comunità diverse

La pietra di Lombaretto diventa così non solo un monumento locale, ma un simbolo più ampio.

Ricorda chi ha perso la vita in montagna, ma richiama anche la tragedia del Friuli e la solidarietà offerta dalla Valsesia a chi, in quel momento, aveva bisogno di protezione e accoglienza.

Una storia di dolore, memoria e gratitudine, che conferma quanto le comunità sappiano riconoscersi nei momenti difficili e custodire nel tempo i legami nati dalla solidarietà.

Redazione J.B.

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