Al via una nuova stagione di campionamenti per CollembolICE, il progetto di ricerca scientifica dedicato allo studio delle pulci dei ghiacciai, piccoli organismi che vivono negli ambienti glaciali e che rappresentano importanti indicatori dello stato di salute degli ecosistemi d’alta quota.
Il progetto coinvolge anche le Guide Alpine e i professionisti del Collegio Nazionale, che mettono a disposizione esperienza, conoscenza del territorio e supporto nelle attività di campionamento in ambiente glaciale.
Piccoli organismi, grandi informazioni
Le pulci dei ghiacciai sono minuscoli invertebrati, visibili solo a un occhio attento, ma il loro ruolo nella comprensione dei cambiamenti climatici è sempre più importante.
CollembolICE, progetto di ricerca e citizen science coordinato dall’Università degli Studi di Milano e dal National Biodiversity Future Center, studia questi organismi per comprendere meglio l’evoluzione della biodiversità negli ecosistemi glaciali.
I risultati della prima stagione
La prima stagione di ricerca, nel 2025, ha coinvolto 19 professionisti Conagai ed è stata particolarmente significativa.
Il lavoro ha permesso di monitorare oltre 100 siti alpini e ha portato all’identificazione di cinque nuove specie in alcuni piccoli ghiacciai isolati delle Alpi Marittime e delle Alpi Orientali. Alle campagne hanno contribuito anche Jacopo Alberti e Gabriele Silvestri, guide alpine del Collegio Valle d’Aosta, impegnati nell’organizzazione e nel coordinamento delle attività di campionamento in quota.
La campagna 2026
Ora il progetto prosegue con un obiettivo preciso: raccogliere nuovi dati sulla distribuzione e sulla conservazione delle specie.
La ricercatrice Barbara Valle, dell’Università degli Studi di Milano e coordinatrice del progetto, sottolinea come i risultati del 2025 rappresentino un punto di partenza importante. Ogni nuovo campione, spiega, è un documento storico e naturalistico fondamentale per costruire una conoscenza utile alla conservazione degli ecosistemi glaciali.
Una rete di osservazione in alta quota
La campagna 2026 è appena iniziata e chi ha già contribuito lo scorso anno potrà continuare a partecipare. Il progetto resta aperto anche a nuove persone interessate, secondo le modalità indicate dai ricercatori, che forniscono materiali e formazione necessari.
Il contributo delle Guide Alpine si conferma fondamentale per raggiungere aree difficilmente accessibili e sostenere il lavoro scientifico direttamente sul territorio. L’obiettivo è ampliare progressivamente la rete di osservazione degli ambienti glaciali alpini.
Peterlongo: «Le competenze della montagna al servizio della ricerca»
Martino Peterlongo, presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, evidenzia il valore della partecipazione delle Guide Alpine al progetto.
In un momento storico in cui i cambiamenti climatici stanno trasformando l’alta quota, contribuire alla raccolta di dati significa partecipare concretamente alla salvaguardia del patrimonio naturale alpino, ambiente di lavoro e di vita per i professionisti della montagna.
Ricerca, montagna e tutela del futuro
CollembolICE unisce ricerca scientifica, citizen science e competenze professionali della montagna.
Lo studio delle pulci dei ghiacciai diventa così uno strumento prezioso per leggere i cambiamenti in corso negli ambienti d’alta quota e per rafforzare la tutela di ecosistemi fragili, sempre più esposti agli effetti del cambiamento climatico.













