Un Canadair e un elicottero regionale supportano le operazioni tra il Santuario, l’Alpe Noveis e Le Piane. Il Rifugio La Ciota si è salvato, ma ha riportato danni e potrebbe restare chiuso per circa due mesi.
Prosegue l’emergenza sul Monte Barone. Nell’aggiornamento di oggi, lunedì 10 agosto, i Vigili del Fuoco riferiscono che l’attività di contenimento si concentra sul fronte che dal versante nord-occidentale scende verso il Santuario del Cavallero. Le operazioni, coordinate con l’ausilio del personale DOS, interessano anche la Piana delle Volpi e l’Alpe Noveis e sono supportate da un Canadair e da un elicottero regionale.
Cinque i presidi attivati a terra. Il primo si trova nei pressi del Santuario del Cavallero, dove le squadre cercano di fermare l’avanzata dell’incendio sviluppatosi a ovest del Rio del Cavallero. Un secondo presidio è stato disposto a Cascina Gatti, da dove gli operatori avanzano via terra verso il Santuario con pale e battifuoco. Altri uomini e mezzi sono schierati nelle vicinanze del ristorante dell’Alpe Noveis. Lungo la strada comunale Via Piana, in direzione dell’alpe, è invece attivo un presidio mobile. L’obiettivo è impedire che il fronte oltrepassi la carreggiata. Le squadre operano anche sui sentieri poco sopra la frazione Le Piane, dove due focolai vicini alle pinete vengono affrontati con pale e atomizzatori.
Nel dispositivo sono impegnati 25 Vigili del Fuoco: dodici della sede centrale di Biella, quattro dei distaccamenti volontari di Cossato e Valdilana, tre del Comando di Asti e sei provenienti da Torino. A disposizione sei autobotti, sei campagnole e cinque moduli boschivi. Sul campo anche venti volontari AIB, con otto mezzi antincendio e un coordinatore operativo, oltre a due unità del Coordinamento della Protezione Civile di Biella con un’autobotte.
Durante il fine settimana l’attenzione si era progressivamente spostata sul settore del Cavallero. Sabato i Canadair avevano effettuato numerosi lanci nelle vicinanze del Santuario; domenica i volontari AIB avevano predisposto un cordone di protezione con motopompe e manichette, mentre altre squadre sorvegliavano le strade di montagna minacciate dalle fiamme. A complicare l’intervento erano state le forti pendenze e il rischio di caduta di pietre e massi.
L’incendio ha raggiunto anche l’area del Rifugio La Ciota. Secondo quanto comunicato dai gestori sulla pagina Facebook della struttura, l’edificio si è salvato, ma il fuoco ha danneggiato la tubazione dell’acqua e altre attrezzature importanti. La situazione, spiegano dal rifugio, non è ancora tranquilla a causa della presenza di numerosi focolai attivi e del timore che le fiamme possano riprendere vigore. La Ciota potrebbe rimanere chiusa per circa due mesi, il tempo necessario per riparare i danni.
I gestori hanno infine ringraziato quanti hanno manifestato vicinanza e offerto il proprio aiuto, rivolgendo un pensiero particolare ai volontari AIB e ai Vigili del Fuoco per il lavoro svolto durante l’emergenza.
















