(Adnkronos) -
Antonio Giraudo torna a parlare di Calciopoli. L'ex amministratore delegato della Juventus, a 20 anni di distanza dallo scandalo che ha sconvolto la Serie A e che gli è costata la radiazione, ha fatto di nuovo sentire la sua voce raccontando la 'sua' verità: "Calciopoli è stata una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo, ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano", ha detto in un'intervista concessa a La Stampa.
Uno scandalo, quello di Calciopoli, che, secondo lui, non sarebbe mai scoppiato se ci fosse stato l'avvocato Gianni Agnelli: "Non sarebbe successo nulla di quello che è successo. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli", ha detto Giraudo, "sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. Il comportamento della Juventus mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B, senza neanche aver letto le intercettazioni. L’errore di valutazione fu enorme".
Giraudo ha parlato poi di Luciano Moggi, radiato anche lui dopo Calciopoli: "Gabetti e Boniperti non lo volevano. Il compromesso fu: veniva assunto senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le sue capacità", ha raccontato l'ex dirigente bianconero, "si è rovinato da solo nella comunicazione vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui".
Giraudo ha poi preso a esempio la nuova pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea riguardo il sistema italiano e, in particolare, sulla possibilità di sottoporre le sanzioni disciplinari in ambito sportivo a un effettivo controllo giurisdizionale: "Questo cambia il contesto in cui la storia può essere raccontata. Ad oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c’è una novità che riguarda la giustizia sportiva, ovvero la recente sentenza della Corte di giustizia europea. Chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarle la legittimità", ha continuato Giraudo, "un giudice potrà quindi annullare una pronuncia disciplinare 'domestica' che si ritiene illegittima. Come ha sostenuto il mio avvocato Dupont, vittorioso alla Corte di giustizia: l’attuale sistema è contrario ai principi del diritto europeo".
Giraudo si è detto poi restio a tornare all'Allianz Stadium per vedere giocare la Juventus: "Non ci sono mai più voluto tornare. Ho ceduto solo una volta. Mio figlio aveva comprato tre biglietti in distinti, per me e il mio nipotino. Non ho potuto dire di no. Mi hanno riconosciuto e non riuscivo a uscire dallo stadio tra foto e selfie. E il coro 'torni, torni'. Oggi in tribuna tornerei solo se mi invita l’Ingegner Elkann".










