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LINK | 04 settembre 2026, 09:15

Dalla terra al consumatore: la filiera corta di Joinfruit

250 soci produttori, 2.000 ettari coltivati e un paniere di prodotti che spazia dalle mele ai piccoli frutti, fino agli ortaggi e ai trasformati. Joinfruit racconta una Filiera Corta capace di costruire un rapporto più diretto con chi sceglie i prodotti

Dalla terra al consumatore: la filiera corta di Joinfruit

La storia di Joinfruit, Organizzazione di Produttori Ortofrutticoli aderente a Confcooperative Piemonte, nasce nel 2016 dall’amicizia tra due agricoltori cuneesi, Eraldo Barale e Michele Ponso. Ad unirli una convinzione semplice: mettendo insieme competenze, esperienze e risorse sarebbe stato possibile affrontare le sfide del mercato con più forza.

Partita con 60 produttori, oggi Joinfruit riunisce oltre 250 soci produttori, con 2.000 ettari coltivati e sette centri di lavorazione. Il cuore resta in provincia di Cuneo, a Verzuolo dove l’azienda ha sede, ma i soci sono presenti anche in Veneto, Lombardia, Lazio, Marche, Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna.

La forza di Joinfruit si misura anche nella varietà oltre che nei volumi delle sue produzioni. Ogni anno la rete movimenta circa 100.000 tonnellate di frutta, di cui oltre la metà sono mele. Una quota di questo raccolto rientra nel marchio Mela Rossa di Cuneo IGP, simbolo d’eccellenza del territorio cuneese.
Joinfruit è inoltre protagonista in Piemonte nella produzione di pesche, nettarine, susine e di piccoli frutti, settore nel quale il Piemonte riveste un ruolo di primo piano. A queste colture si affianca una componente orticola sempre più significativa e produzioni biologiche.

Una Filiera Corta per scegliere in modo consapevole

Per Joinfruit parlare di filiera corta significa andare oltre la distanza fisica tra campo e tavola.

«Per noi la filiera corta non è soltanto una questione geografica, ma anche emotiva. Significa accorciare la distanza tra produttore e consumatore, raccontargli che cosa c’è dietro un prodotto, come viene coltivato e come consumarlo al meglio», spiega Bruno Sacchi, direttore di Joinfruit.

Il produttore rimane così il protagonista e il primo anello della filiera, seguito lungo tutto il percorso da un team tecnico che accompagna le aziende nelle scelte agronomiche e nella valorizzazione commerciale. Frutta e verdura vengono raccolte, preparate e confezionate mantenendo il controllo diretto sulle diverse fasi, con l’obiettivo di offrire prodotti freschi e sicuri al consumatore.

Accorciare la filiera significa infine sperimentare nuovi canali. Oltre alla presenza nella grande distribuzione, anche sui mercati internazionali, Joinfruit ha sviluppato il sistema dei Food Locker refrigerati, punti di ritiro che consentono di acquistare frutta e verdura e ritirarle in modo flessibile, mantenendone la freschezza.

È un altro tassello di una filiera che prova a mettere in relazione due mondi spesso percepiti come distanti: quello di chi coltiva e quello di chi acquista.

Diversificazione, qualità e ricerca

La diversificazione è uno degli strumenti attraverso cui Joinfruit crea nuove opportunità per i soci. Accanto al fresco, l’organizzazione lavora infatti sulla trasformazione di mele e altra frutta in succhi e confetture.

Tra le proposte su cui la rete sta investendo ci sono i succhi ottenuti attraverso spremitura a freddo, trattati in HPP (cioè non pastorizzati con processi termici) e senza acqua e zuccheri aggiunti: “frutta liquida”, pensata per mantenere inalterate le caratteristiche della materia prima.

La trasformazione può inoltre diventare occasione di inclusione. Le confetture vengono realizzate attraverso una collaborazione con una cooperativa sociale del territorio che coinvolge persone con disabilità, aggiungendo al valore agricolo del prodotto anche una fortissima ricaduta sociale.

Allo stesso tempo, anche la ricerca di nuove possibilità per gli agricoltori è centrale. È il caso di Lilibet®, sviluppata con Sanifrutta: una mela precoce, resistente alla ticchiolatura, con produzione costante e una ottima capacità di conservazione.

Le persone al centro

Per Joinfruit tutto parte dalla consapevolezza che gli agricoltori sono i primi custodi della terra sulla quale lavorano. Ricerca varietale, energie rinnovabili e attenzione alla sostenibilità sono ormai aspetti imprescindibili nel settore per rendere più efficiente la produzione, ma l’attenzione non riguarda soltanto l’ambiente.

«Il nostro primo asset sono le persone. La cooperazione deve creare valore per chi produce, per chi lavora nella rete e per il territorio che ci ospita. La sostenibilità, per noi, deve essere ambientale, ma anche sociale ed economica», sottolinea Sacchi.

Da qui nascono strumenti di condivisione interna di personale e macchinari, percorsi di formazione, la certificazione per la parità di genere e iniziative rivolte alla comunità, come il sostegno al Monviso Volley, squadra del territorio.

Per Joinfruit, quindi, Filiera Corta significa soprattutto creare connessioni: tra produttori, cooperative, consumatori e il territorio che li ospita, tra qualità agricola e conoscenza.

C. S.

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