(Adnkronos) - "Il talento va sostenuto, va innanzitutto identificato, perché quello che io vedo nei ragazzi è che tante volte non sono consapevoli dei loro talenti". Lo ha detto Marta Cartabia, Prorettrice all’Impegno Sociale e agli Affari Istituzionali dell’Università Bocconi, parlando del progetto MeMo – Merito e Mobilità Sociale, il programma di orientamento rivolto a studenti e studentesse con genitori non laureati durate al convegno per la giornata conclusiva di Merita, che si è svolto questa mattina presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. "L’intendimento di progetti come questi – ha aggiunto Cartabia – è innanzitutto di incoraggiare a guardarsi allo specchio, di riconoscere le proprie potenzialità e sostenerle". Per Cartabia, le barriere all’accesso all’università oggi sono sia economiche sia culturali e motivazionali. "Io direi entrambe - ha risposto alla domanda su quale sia l’ostacolo principale - Le disuguaglianze oggi sono profonde, si stanno accentuando, sono ulteriori i costi che si stanno sviluppando. Oggi sulle giovani generazioni è giunta una nuova barriera che è quella di avere un po' poca fiducia in se stessi, di non credere in se stessi".
"Il talento – ha spiegato Cartabia – va scovato, sostenuto dal punto di vista materiale ma anche dal punto di vista motivazionale". Un sostegno che, secondo la Prorettrice, può arrivare soprattutto dai coetanei: "Una caratteristica di MeMo è che il primo passo è andare sul territorio, andare incontro ai ragazzi soprattutto dove c’è meno propensione agli studi universitari e farlo attraverso la voce dei loro coetanei". L’obiettivo dell’accordo, ha aggiunto Cartabia, è fare di MeMo "una rete il più possibile ampia sul territorio nazionale", aumentando la capacità delle università di raggiungere gli studenti già durante il quarto anno delle scuole superiori. "Ogni istituzione universitaria che si aggiunge porta un suo contributo anche in termini di capacità di raggiungere questi ragazzi e avere una capillarità maggiore", ha sottolineato.
Quanto alla Bocconi, Cartabia ha ricordato che, accanto alla selettività e alla vocazione all’eccellenza, esiste "un aspetto più nascosto" dell’ateneo, rappresentato "da una grande attenzione alle difficoltà degli studenti, all’accessibilità, all’accompagnamento degli studenti che incontrano difficoltà anche durante il percorso". Il progetto, ha concluso, nasce dalla volontà di mettere in rete queste esperienze per consentire ai giovani di sviluppare pienamente le proprie potenzialità.










