(Adnkronos) - Prima apparizione televisiva per Alessandro Di Battista dopo la diagnosi di tumore al cervello e l'intervento al quale è stato sottoposto a Cuba. Dal glioblastoma alle forme più rare, i tumori al cervello sono un gruppo di neoplasie molto diverse fra loro. Si sviluppano da una crescita incontrollata di cellule nel sistema nervoso centrale che ne altera il funzionamento e, come si ricorda nel report annuale 'I numeri del cancro in Italia', di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Airtum (Associazione italiana registri tumori), "non esiste la possibilità di una 'diagnosi precoce'". La maggior parte di questi tumori "viene diagnosticata a seguito della comparsa di sintomi e finora non sono riconosciuti test efficaci a livello di popolazione". Sono neoplasie relativamente rare, rappresentando circa l'1,6% di tutti i tumori registrati in un anno: in Italia si viaggia al ritmo di circa 6mila nuove diagnosi annue, le stime 2025 ne indicano 5.730 (su un totale di 362.100 nuovi casi di cancro censiti nel Paese), più comuni negli uomini (3.240 casi) che nelle donne (2.490 casi).
Esistono tumori cerebrali primitivi (che originano nel sistema nervoso centrale) e secondari (o metastasi), che si sviluppano originariamente in altri organi e poi si diffondono al tessuto nervoso. Tra i tumori cerebrali primitivi - si spiega in un focus dell'Irccs Humanitas - esiste un'ulteriore distinzione in tumori gliali, o gliomi, che rappresentano circa il 40% di tutti i tumori del sistema nervoso centrale dell'adulto, e in tumori non gliali. In generale la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è di poco più del 25%. In Europa vengono diagnosticati in media 5 casi all'anno di tumori primitivi del sistema nervoso centrale ogni 100.000 abitanti, e rappresentano il 2% di tutti decessi per cancro. A differenza di alcuni Paesi industrializzati quali gli Usa e l'Inghilterra, dove si assiste a un costante incremento, l'incidenza negli ultimi anni dei tumori del sistema nervoso centrale (Snc) in Italia appare stabile, si osserva nel volume di Aiom e Airtum.
Il tumore del Snc maligno più frequente nell’adulto è il glioblastoma, con un tasso di incidenza stimato intorno a 3-4 casi su 100 mila abitanti per anno. Il glioblastoma fa parte del gruppo degli astrocitomi, che rappresentano l'85% circa di tutti i gliomi dell'adulto e sono i più comuni di questa tipologia, seguiti dagli oligodendrogliomi e dagli ependimomi (nomi che derivano al tipo di cellule da cui originano). I gliomi tradizionalmente vengono suddivisi in tumori a basso grado, più frequenti dai 20 ai 40 anni - spiega l'Humanitas nel focus - o ad altro grado, più frequenti dai 40 ai 70. Dopo i 70 anni, il glioblastoma multiforme è la forma più frequente e aggressiva. Per quanto riguarda i tumori non gliali, in questo gruppo molto vario rientrano per esempio il medulloblastoma, il meningioma, i linfomi primitivi del sistema nervoso centrale, i tumori dell'ipofisi.
Difficile inquadrare i sintomi, nel senso che le manifestazioni dei tumori cerebrali sono varie, come spiega in un approfondimento il Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e legate principalmente alla zona in cui si sviluppano e alla loro grandezza, per cui mostrano sintomi sia nelle forme benigne che in quelle maligne. Si parla di sintomi profondamente diversi come: forte mal di testa refrattario ai trattamenti farmacologici; crisi epilettiche (che assieme al mal di testa sono i sintomi più comuni); variazioni della personalità e del carattere; progressiva perdita della deambulazione e difficoltà nella coordinazione; confusione generalizzata; disturbi del linguaggio; problemi improvvisi all'udito; problemi di equilibrio; disturbi visivi; nausea; vomito; perdita dell'appetito; disturbi emotivi; progressiva ipoestesia (perdita parziale o totale della sensibilità); allucinazioni sensoriali; e nel bambino ritardi nella crescita.
In linea di massima, segnalano gli esperti dell'Irccs romano, si può affermare che i sintomi si presentano nel lato del corpo opposto all'emisfero in cui si trova il tumore, nello specifico mostrando indebolimento o paralisi di un arto. Considerando, infine, che lo spazio disponibile per la crescita del tumore nel cervello è ridotto, si verifica un accumulo di liquido (edema), che può causare un innalzamento della pressione endocranica.
La diagnosi di tumore al cervello deve tenere in considerazione la sintomatologia riscontrata (in particolare se il mal di testa assume caratteristiche specifiche o si presentino crisi epilettiche mai viste prima) e si avvale, per la conferma, degli esami di imaging, come risonanza magnetica e tomografia computerizzata. Si ricorre, infine, a biopsia del tumore per comprenderne la malignità, in alcuni casi eseguita con tecnica stereotassica. Inoltre, oggi le moderne tecniche di risonanza funzionale permettono di sapere quali aree cerebrali adiacenti e quali fibre nervose sono coinvolte per permettere al chirurgo di eseguire la procedura chirurgica rispettando tali aree.
Il trattamento dei tumori cerebrali è variabile e può prevedere: l'intervento chirurgico (craniotomia); la radiochirurgia senza incisioni (con raggi gamma o fasci protonici); l'inserimento di un impianto che rilascia gradualmente un farmaco chemioterapico; l'applicazione di un dispositivo chiamato shunt per drenare il liquido cerebrospinale (nell'addome, in cui viene smaltito, grazie a un impianto sottocutaneo); la chirurgia stereotassica.
Chi è più a rischio? Come evidenzia un focus dell'Airc, tra i fattori di rischio accertati c'è l'esposizione a radiazioni gamma e X ad alto dosaggio, agenti per i quali, secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), vi è sufficiente evidenza di effetto cancerogeno negli esseri umani. Per quanto riguarda l'esposizione a campi elettromagnetici, anche quelli prodotti dai telefoni cellulari, non è riconosciuta al momento un'evidenza significativa di possibili effetti di questo tipo nell'uomo. Raramente alcuni tipi di neoplasie del sistema nervoso ricorrono nell'ambito di una stessa famiglia. In questi casi è probabile che vi sia una componente genetica ereditaria, anche se non è ancora chiaro quali siano i geni interessati né come le alterazioni si trasmettano e siano in grado di causare la malattia. Per dare un'idea, si stima che solo il 5% dei tumori gliali presenti una componente ereditaria. Alcune sindromi genetiche sono associate a un maggior sviluppo di tumori del sistema nervoso centrale: tra queste la neurofibromatosi di tipo 1 e di tipo 2, la sclerosi tuberosa, la sindrome di Li-Fraumeni, la sindrome di Von Hippel-Lindau e altre (sindromi di Turcot, Gorlin, Cowden).











